sabato 15 agosto 2015

La Vara - brevissimo racconto


 Salvatore aveva rubato. L’aveva fatto tante volte, sin da piccolo. Prima cioccolatini sfusi nei tabacchi, poi modellini di automobili nei supermercati. Nell’adolescenza erano diventate antenne delle macchine, ruote di scorta, specchietti dei motorini.
Diventato maggiorenne decise di commettere la più grande stupidaggine della sua vita, rubare un’auto, niente di speciale, una berlina di scarso valore; rubarla per sfasciarla e poi rivendersi a buon mercato i pezzi di ricambio. Beccato! Lui e altri due suoi amici.
Arrivò la galera, un anno e mezzo, non di più, ma sufficiente a cambiarti la vita. Salvatore non si voleva convincere di essere cattivo, voleva un lavoro onesto, voleva che gli altri si dimenticassero di ciò che aveva commesso. Però, soltanto con la licenza media non si va da nessuna parte, specialmente in una mediocre città del meridione.È sempre una donna a poter cambiare realmente la vita. Lisa non era bella, l’avresti confusa facilmente con altre centomila, eppure aveva una buona qualità: si era innamorata di Salvatore incondizionatamente, lottando contro la sua famiglia, contro i suoi stessi pregiudizi, contro le poche amiche, insignificanti come lei.Salvatore quando era solo piangeva, voleva sposarla, voleva una famiglia, ma dove trovare i soldi?Mentre a Messina passava la Vara si ricordò della sua minuscola e superstiziosa fede.I tiratori durante la Festa dell’Assunta tendevano le corde, la folla gridava Viva Maria, gli applausi scroscianti, la commozione, il sudore e la fatica, le bestemmie di quei devoti contraddittori.Salvatore saltò la siepe che divideva la strada dal marciapiede, si tolse le scarpe e si mise a correre verso le corde.Viva Maria gridava, e c’era tutto il suo passato, i soprusi del carcere, la preghiera di una vita che voleva rinascere. Correva attaccato alla fune, tirava anche lui la sua vara come un’invocazione d’aiuto alla Madonna, a Dio. I piedi gli sanguinavano sull’asfalto bagnato per far slittare la macchina votiva, il sudore gli colava sulla fronte, le gambe gli cedevano per la fatica.Viva Maria, e arrivò a Piazza Duomo, tra il battimani della folla e la retorica ecclesiastica del vescovo. Alzò lo sguardo verso la Vergine, lì in alto sulla Vara, e pianse, pianse molto; per se stesso, per il carcere, per Lisa, per il coraggio ritrovato nell’affrontare il futuro.  

mercoledì 15 aprile 2015

Una fiaba: quando in Italia crollava tutto…

“Nonno, nonno! Mi continui a raccontare quella storia, di quando in Italia crollavano le cose?”.
“Sei proprio un curiosone! Vabbè, basta che poi vai a dormire. Dove eravamo rimasti?”.
“Mi pare, nonno, che avevi parlato di un’antica città… forse Pompei…”.
“Ah sì, ora ricordo… dunque… Pompei fu solo l’inizio e forse era normale che strutture così antiche potessero crollare, visto che nessuno se n’era preso cura. Poi però iniziarono a crollare anche le nostre costruzioni. Case, palazzi, viadotti, autostrade, scuole, palazzetti dello sport…”.
“Racconta nonno… cos’era successo?”.
“In quei giorni le autostrade della Sicilia iniziarono ad avere qualche problema… scricchiolii, crepe, avvallamenti, finché cominciarono a inclinarsi, ad aprirsi in due, a spaccarsi nel mezzo… viadotto su viadotto”.
“E come mai, nonno?”.
“Eh, caro nipotino, per tanti motivi… c’era la corruzione, nel cemento mettevano la sabbia di mare che è più scarsa, poi c’era anche il dissesto idrogeologico al quale nessuno pensava”.
“Il dissesto zoologico?”.
“I-dro-geo-lo-gi-co… si dice così… non zoologico; zoologico significa che riguarda gli animali, anche se ci starebbe bene considerando che costruivano a c… ehm… volevo dire, secondo il coso del cane”.
“Quale coso, nonno?”.
“Lascia stare, piccolino, non sono frasi per te, il nonno si è lasciato prendere la mano… allora, le autostrade le abbiamo dette? La situazione si complicò… negli stessi giorni cadde il soffitto di una scuola, per fortuna nessun bambino si ferì gravemente. Ma le scuole crollavano un po’ tutte, soffitti, soppalchi, palestre, cornicioni, vetrate…”.
“Nonno, perché queste scuole erano vecchie?”.
“Tante erano vecchie, ma tante crollavano anche se erano stare ristrutturare da poco… diciamo che venivano fatte…”.
“A coso di cane?”.
“Vedo che capisci subito, piccoletto… comunque, sì… crollavano anche le strade nel centro della città, enormi fossi nell’asfalto, automobilisti spariti nel nulla, qualcuno ritrovato al centro della Terra, qualcun altro al centro della fogna…”.
“Nonno ma di chi era la colpa di tutti questi crolli?”.
“Questa è una domanda difficile, nipotino mio… praticamente il Presidente della Regione se la prendeva con il commissario delle autostrade, che diceva che era tutta colpa della ditta appaltatrice, che accusava il geometra del comune, che querelava l’esperto geologo dell’università, che sbraitava contro il genio civile, che se la prendeva con il sindaco, che non aveva soldi perché non glieli passava il ministro, che diceva che era colpa del Presidente della Regione che al mercato mio padre comprò…”.
“Cosa nonno?”.
“Niente, lascia stare… canzoni, ricordi di infanzia…”.
“Non è che ci abbia capito molto?”.
“Lo so, piccoletto, nemmeno noi ci capivamo molto… questo sistema si chiamava “scaricabarile”.
“Scaricabarile? Uhm…. è una parola tipo il coso del cane?”.
“Eh… sì… anche se lo scaricabarile è un po’ più sofisticato”.
“Nonno, che cose strane che succedevano… ma come finisce questa storia dei crolli?”.
“Vai a letto adesso, domani ti devi alzare presto…”.
“Uffa, nonno… volevo sapere come finiva…”.
“Non finiva, non finiva… dormi, dormi… un’altra volta… la storia continua… non finisce…”.


Maurizio Colucci 

domenica 15 febbraio 2015

Salvini c’è, Salvini esiste, Salvini ti guarda… e tu lo guardi!

“Dottore, mi aiuti… vedo Salvini dappertutto”.
“Stia tranquillo… e mi racconti ogni cosa dall’inizio”.
“Ci provo, dottore… spero tanto mi possa dare giovamento… dunque… sa, a me piacciono molto i talk politici, litigo spesso con mia moglie per guardarli, lei si annoia molto. All’inizio nemmeno sapevo chi fosse questo Salvini, mi sembrava un personaggio minore. Poi, a poco a poco, mi sono accorto che era sempre ospite in questi programmi, allora ho imparato a conoscerlo”.
“Continui, la prego”.
“È troppo doloroso per me… tentiamo… Ogni martedì a Ballarò, poi a Porta a Porta, Virus, Matrix, La Gabbia, Agorà, Otto e Mezzo, e sempre lo trovo lì, tutta la settimana. Si parla dell’euro? Lo chiamano. Si parla dell’immigrazione? Non si può fare a meno di lui. Si parla delle riforme costituzionali? Eccolo! Ho provato a differenziare gli orari, ma niente! La mattina è su Rai 3, la sera su La Sette, la notte a Rai 1. Credo che nemmeno dorma questo Salvini, perché l’altra sera ho chiuso gli occhi che era su Canale 5 e l’ho ritrovato alle sei e mezza ad Uno Mattina”.
“Uno Mattina ha detto? E si parlava di?”
“Del Presidente della Repubblica! Gliel’ho detto, caro Dottore, non importa l’argomento, lui c’è. Come se non bastasse, me lo ritrovo in tutti i siti di informazione, su facebook in un link su due c’è sempre lui. L’altro giorno… l’altro giorno, Dottore, avevo deciso di liberarmi, basta più televisione! Mi dedicherò alla lettura, pensavo. Allora vado all’edicola. Però, non sono stupido, mica sono andato ad acquistare un quotidiano di informazione politica? So di certo che avrei trovato Salvini pure su Repubblica o sul Corriere. E quindi decido per la pura evasione: mi compro un settimanale di costume… Dottore, lei non mi crederà… c’era Salvini seminudo in copertina! Ho strappato la rivista e ne ho fatto coriandoli, una crisi di nervi epocale!”.
“Mi scusi, non le sembra di esagerare un pochino?”.
“Esagerare? Ho deciso addirittura di non vedere più telegiornali e mi ritrovo Salvini pure a Striscia la Notizia: nella rubrica di gossip si parlava di lui e della Isoardi… Gliel’ho detto! Ormai è dappertutto, forse anche quando non c’è… non riesco più a distinguere la realtà dall’immaginazione… probabilmente è alla Prova del Cuoco a spiegare come va cucinata correttamente la polenta, oppure A sua Immagine a difendere i valori cristiani dell’Europa, all’Isola dei Famosi… ma lei lo sa, a proposito di Isola, che Salvini è venuto pure in Sicilia? Mi dica qualcosa lei… ho visto Salvini a Palermo, quindi è evidente che le mie facoltà mentali alterano la realtà… soffro di stati allucinogeni… Salvini in Russia, Salvini a Strasburgo, Salvini in Corea del Nord,  forse i Salvini sono due gemelli, forse tre, ha la bilocazione come Padre Pio, “Salvini c’è” ho letto sotto i ponti delle autostrade, mi hanno invitato a Medjugorje ma non ci sono andato perché ho paura che mi appaia al posto della Madonna!!!” (il paziente inizia a rantolare in preda al delirio).
“Si calmi, si calmi adesso! Prenda questa pillola, vedrà che andrà meglio”. (dopo qualche minuto) “Caro Signore, capisco di cosa parla, ci sono passato anche io…”.
“Davvero, Dottore?”.
“Certamente! Vedevo Salvini in ogni dove. Per questo le consiglio di fare come ho fatto io: tolga televisore, computer, radio, niente giornali, niente cellulari e tablet, per almeno un mese”.
“E così ha risolto?”.
“Quasi”.
“Come quasi?”.
“Purtroppo a casa mia ho il videocitofono… qualche volta al mattino sento citofonare… Salvini trasmette pure da lì… perché Salvini c’è, SALVINI esiste, SALVINI è con noi, SALVINI TI GUARDA, SALVINI C’E’…” (lo portano via in preda a una crisi psicotica).


Maurizio Colucci

sabato 31 gennaio 2015

Io, la satira intelligente, l’Isola dei famosi e… Rocco Siffredi

Oggi voglio mostrarvi quali siano i meccanismi che entrano in gioco nella satira. In questi giorni, dopo i tragici fatti di Parigi, si è dibattuto molto sulla qualità e le caratteristiche della satira.
Allora… oggi niente articoli comici, ironici, ridanciani; voglio solo porre in evidenza le sottigliezze intellettuali che portano alla stesura di un pezzo satirico.
Sì, perché qua non si parla di comicità grossolana, volgare… prenderò a modello proprio ciò che avviene nella mia mente.
Il primo passaggio è quello di mettere il cervello in movimento, lasciarsi bombardare dalle idee più disparate, valutando le migliori e scartando quelle becere… ecco, vediamo, cosa sta avvenendo in questo periodo… l’elezione del Presidente, il patto Renzi-Berlusconi, la vittoria della sinistra in Grecia, l’Isola dei Famosi, no… ma c’è Rocco Siffredi, il pornodivo! No, non mi lascio tentare, ho detto niente battute da caserma!
Dunque… in mezzo alla nebulosa mentale, selezionare un’idea che possa funzionare, quello della Grecia e l’Unione Europea, il contrasto con la Merkel, ci si può scherzare su un bel po’… vediamo… oppure, dove fanno l’Isola dei Famosi? Ah, sì, in Honduras… perfetto, ottimo gioco di parole! Rocco Siffredi e l’Honduras, trovato! No, non posso… la satira deve essere intelligente, accattivante, deve stimolare il lettore, non può limitarsi a qualche battuta da bar… ce la posso fare!
Riprendo il filo… quindi… dicevo che in certi casi la luce te la dà una frase, una chiusura, una freddura sulla quale costruire il pezzo…pensa, pensa… ad esempio… in questo momento non mi viene niente in mente… però se ci penso, con finezza e acume… “Forza Rocco! All’Isola sarai l’unico a tenere duro!”, questa sì che fa ridere… ma no, non posso scadere in questo modo, nemmeno nei bagni della scuola… so che posso fare di meglio.
La sinistra in Grecia… lì devo concentrami… il regalo dei Greci alla Merkel… ho trovato! Si potrebbe scrivere qualche riferimento al cavallo di Troia… magari con un gioco di parole lo collego a Siffredi, “tu sì che puoi resistere!”… basta, non è possibile, è una fissazione, troppi film di Alvaro Vitali nell’adolescenza. Hai potuto leggere i grandi letterati, il teatro comico antico, i migliori romanzieri e filosofi e poi… la tua formazione adolescenziale fatta di Alvaro Vitali e la Fenech all’improvviso spunta sempre fuori e prende il sopravvento.
Però vi assicuro che sono meglio di così, quando mi ci metto sono un umorista sottile e mirato, le battute a doppio senso nemmeno mi fanno ridere tanto, vi prego, credetemi almeno sulla parola… datemi un secondo, un secondo solo vi prego, un secondo mi basta… mica io sono Rocco!


Maurizio Colucci

giovedì 15 gennaio 2015

E.T.I: l’Esperto di Terrorismo Internazionale?

C’è una persona, anzi sarebbe meglio dire un personaggio, che si aggira in questi tragici giorni in televisione, nei talk, nei programmi di approfondimento, in radio, sui giornali, in rete… è l’Esperto di Terrorismo Internazionale (per brevità in seguito indicato con la sigla E.T.I.). In realtà non si tratta di un individuo in particolare, ma più che altro di una incarnazione, anzi di immedesimazione, forse di replicanti, oppure di vera e propria clonazione. Ma chi è esattamente l’Esperto di Terrorismo Internazionale? E cosa fa?
Intanto iniziamo col dire che l’ETI può essere chiunque. Non c’è bisogno di lauree specifiche in scienze politiche, in relazioni internazionali, in storia delle religioni, in sociologia. Tutto studio superfluo. Basta essere informati, nemmeno tanto, il giusto… abbastanza, diciamo un pochino… qualche telegiornale ogni tanto e un link su internet è sufficiente, e poi si sa, l’approfondimento stanca.
L’ETI è un animale da dibattito, il salotto televisivo è il suo habitat naturale, i fari dello studio sono il suo sole.
L’ETI può passare da una dissertazione sulla jihad alle apparizioni di Paolo Brosio in un battito di ciglia. Può argomentare con slancio sulle ragioni del fondamentalismo islamico e poco dopo lanciarsi in una zelante analisi sull’abuso dei selfie negli adolescenti moderni.
L’ETI parla dell’Islam, ma non ha mai letto una sura del Corano. Sa che Maometto è il Profeta e che è vissuto e ha agito pressappoco…. tra il IV e il IX secolo dopo Cristo. Ogni tanto escono dalla sua bocca parole come “sciiti e sunniti”, ma lo fa solo per darsi un tono e per far sapere che lui conosce dove si trova l’Iran… pressappoco in Asia!
L’ETI si dilunga in inquietanti scenari geopolitici, ma l’unico paese a maggioranza islamica che ha visitato sono le Isole Maldive… Maldive spiaggia e resort, ovviamente!
L’ETI ogni tanto ha una variante complottista, specie su Internet: è tutta colpa della Cia, degli Amerikani, che alimentano il terrorismo islamico anti occidentale e anti americano, per fare le loro sporche guerre e promuovere la paura permanente in mezzo alla popolazione… e gli Ebrei sono loro alleati, Israele e il Mossad, e l’11 settembre si sono attaccati da soli, e Bin Laden è ancora vivo, e non sono andati sulla Luna, e Pearl Harbor l’ha organizzato tutto Roosvelt, e la prima guerra mondiale non c’è stata, e i massoni illuminati sono i fondatori degli Stati Uniti, e la Chiesa, e il Codice da Vinci, e Gesù Cristo è tutta un’invenzione, e Mosè… gli hanno dato un motoscafo per passare il Mar Rosso!
L’Esperto di Terrorismo Internazionale sarà ancora per un poco con noi, lo sopporteremo pazientemente, lo vedremo riapparire come esperto di politica interna per l’elezione del Presidente… perché l’ETI parla, parla, riparla, discute, dibatte, dice la sua sugli attentati, sulla sicurezza, sulla minaccia globale, sul Califfato, sullo spionaggio… ma state tranquilli… in questo diluvio di pareri e di elucubrazioni mentali, in questa marea di opinioni e di generalizzazioni, se fate bene attenzione, se scaverete un pochino, vi accorgerete… che l’ETI non sa una beata minchia!
  

 Maurizio Colucci

martedì 30 dicembre 2014

2015: rielezioni, espulsioni, invasioni

Abbiamo unito insieme modelli matematici, algoritmi sofisticati, ricercatori di sociologia applicata, centro studi analisi internazionali, analisi cliniche “Minniti” e il circolo culturale del Bar Jymmi Biliardi, per darvi le previsioni sul 2015… le più inattendibili possibili!
Gennaio. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano: ci saranno trappoloni? Renzi e Berlusconi si metteranno d’accordo? E soprattutto, chi saranno i candidati? Molti dicono che sia arrivato il tempo di una donna: la Bonino? La Finocchiaro? La Bindi o la Boldrini? Maria de Filippi? Milly Carlucci? Anche se qualcuno dice che non accetterebbe perché si scoprirebbe che ha più di cinquant’anni…  Nuovo fenomeno tv emerso dai talent: un certo Padre Venanzio, canta gli Iron Maiden con afflato mistico, fuma marijuana solo a scopo psicoterapeutico, ma in compenso prega tanto tanto…
Febbraio. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano… ma come? Non si era dimesso? È vero, si era dimesso, ma poi non sono riusciti a mettersi d’accordo sul nuovo presidente e allora hanno chiesto a Napolitano un sacrifico: “Va bene”, ha risposto, “un terzo mandato di una ventina di giorni, ma poi mi dimetto!”. Però la Nazione intera in questo mese è attanagliata da interrogativi più laceranti: è meglio il festival di Carlo Conti o quello di Fazio? Quanti soldi hanno dato a Carlo Conti? Ma chi ha scelto ‘ste canzoni? E soprattutto… perché mettere in piedi un festival se si sa già che vinceranno i tre tenorini de Il Volo? Notizie dall’estero: Putin è di cattivo umore e vuole sfogarsi occupando la Moldavia.
Marzo. Grillo espelle altri dieci deputati perché hanno smarrito lo scontrino del panificio. Secondo il suo stile democratico, mette nel blog le foto dei dieci colpevoli mentre addentano una rosetta, con la presente didascalia: “Italiani! Questi si mangiano il vostro pane!”. Seguono gli indirizzi di casa. Renzi nel frattempo elabora una variante al Jobs act: i licenziamenti potranno essere collettivi e gli indennizzi potranno essere dati in gratta e vinci. Esteri: abbattuti due aerei militari ucraini; le scuse di Putin: “Perdonatemi, stavo giocando al tiro al piattello e mi sono fatto prendere la mano”.
Aprile. Salvini va a visitare un campo rom alla periferia di Milano, portando in dono fiammiferi e due taniche di benzina. Ne segue una guerriglia urbana con 348 feriti. “Voleva essere solo una manifestazione del libero pensiero”, ha dichiarato il leader leghista. Esplode un nuovo caso di corruzione colossale a Roma, subito denominato “Mafia Capoccia”. Coinvolti boss della banda della Magliana (ma quanti ce ne sono ancora?!), funzionari comunali e provinciali, esponenti di tutti i partiti, quattro cardinali ed Alì Agcà.
Maggio. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano... il terzo mandato è durato qualche settimana in più. Bruciati gli ultimi candidati: Dario Fo, Pippo Baudo, Carlo Rubbia, Renato Pozzetto, Roberto Baggio, Mara Venier (“sono impegnata per la candidatura a sindaco di Venezia”, ha dichiarato con grande senso di responsabilità). E allora? Napolitano rieletto al quarto mandato: “solo qualche giorno, il tempo che vi mettiate d’accordo… ma poi, sicuro, lascio per sempre!”. Notizie dall’estero: Putin manda i carri armati a invadere le repubbliche baltiche. “Io mi ricordo che lì si parlava russo”, si è giustificato di fronte alla comunità internazionale.
Giugno. Tutti fremono: quali saranno i temi della maturità? Quale autore verrà scelto? I più gettonati sono Pirandello, Ungaretti, Mario Luzi, Sciascia. A sorpresa esce un’analisi del testo di “Farfallina” di Luca Carboni, “perché siamo in una nuova era, quella della post-cultura”, ha dichiarato un anonimo funzionario del Ministero. Il talent tv di fine stagione lo vince a sorpresa Frate Atanasio, un monaco cistercense che canta a memoria l’intero repertorio di Marilyn  Manson, bestemmie incluse, ma dona tutto il ricavato ai poveri.
Luglio. Beppe Grillo espelle altri otto senatori perché non hanno rendicontato le spese del telepass. Pubblicate sul blog le targhe delle loro automobili e la foto di un taglierino. “Solo una provocazione benevola e democratica”, ha affermato il leader cinque stelle. Renzi apporta nuove modifiche al jobs act: abolite le ferie, si potranno fruire solo di sabato e domenica nei mesi estivi, e solo di domenica nel resto dell’anno. Chi in quei giorni è già libero da lavoro, riceverà un indennizzo: una confezione di paste di mandorla da gustare con la famiglia alla fine del pranzo domenicale.
Agosto. Arrivano in Italia fortissime correnti africane. I telegiornali e i siti specializzati parlano di termometro impazzito, temperature infernali, l’afa che uccide, bolla tropicale, l’autocombustione della Nazione. Sul fenomeno vengono interrogati diversi esperti stranieri, i quali assicurano che si tratta di qualcosa che avviene anche fuori dai confini dell’Italia: solitamente all’estero la chiamano estate o anche caldo estivo. Putin, in segno di amicizia, regala al dittatore nord coreano Kim Jong-Un in occasione del suo matrimonio due testate nucleari. “Volevo fare un regalo originale…. Non volevo comprare il solito vassoio d’argento”, ha dichiarato di fronte agli interrogativi preoccupati della comunità internazionale.
Settembre. Riaprono le scuole. A Renzi riesce il grande colpo mediatico: assumere tutti insieme all’inizio dell’anno scolastico centocinquantamila precari. Esteso il jobs act al pubblico impiego, così come i licenziamenti collettivi. A fine settembre i centocinquantamila neoassunti vengono licenziati come esuberi. Salvini, con la sua solita prudenza, si reca in visita ad alcuni luoghi di culto islamici in Lombardia… accompagnato da un gruppo di allevatori padani con una quarantina di maiali al seguito. Ne segue una guerriglia locale con 3842 feriti. “C’è chi usa il cane da passeggio… e noi il maiale”, ha dichiarato il leader della Lega; “non possiamo più nemmeno mantenere le nostre tradizioni?”.
Ottobre. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano... Ormai non si trova uno disposto a prendere il suo posto. Papa Francesco ha detto che l’incarico è incompatibile, la regina Elisabetta ha detto che gli arazzi del Quirinale non si abbinano con i suoi cappellini, il principe Ranieri ha detto che è morto e quindi momentaneamente impossibilitato a prendersi l’onere. Il fenomeno musicale del 2014, Suor Cristina, non è riuscita a sfondare molto in campo discografico. Allora è stata riciclata per l’annuale edizione di “Tale e quale Show”. Imiterà Mina che canta “L’importante è finire”; “così posso raggiungere i giovani”, ha dichiarato con simpatia di fronte alle inevitabili polemiche.
Novembre. Beppe Grillo nel furore espulsionista manda via di casa sua moglie perché non gli ha portato lo scontrino del bancomat dopo la spesa al supermercato. Ennesimo scandalo di corruzione nella Capitale, subito denominato Mafia dei sette colli. Coinvolti i figli e i cognati dei boss della Magliana,  svariati imprenditori, alcuni assessori e le loro segretarie, un gruppo di guardie svizzere, esponenti di diversi partiti e Licio Gelli. Grido di indignazione della politica: “bisogna fare una legge più severa, basta con i corrotti, ci vuole pulizia!”. Il Parlamento emana una norma che suona come un terribile giro di vite: le pene passeranno dai quattro anni di reclusione ai quattro anni e mezzo; pagamento di una multa con possibilità di dilazionare in 84 comode rate e una bacchettata sulle dita, “perché dovranno ricordarsi che non si ruba, quando vedranno i lividi sulle nocche”, ha dichiarato con enfasi Renzi.
Dicembre. Arrivano i primi freddi. Telegiornali e siti specializzati annunciano temperature glaciali, il grande gelo, la perturbazione polare, la Siberia è tra noi, l’Italia sarà un enorme iceberg. Svariati esperti stranieri, interrogati sul fenomeno in corso, assicurano che si tratta di qualcosa che avviene anche all’estero: solitamente viene denominato inverno o anche freddo invernale. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano… nel 2015 ormai ha fatto altri cinque mandati. Il 31 dicembre annuncia le sue dimissioni alla Nazione: “Ho deciso di lasciare il mio incarico irrevocabilmente… nel 2019… il tempo che mio figlio Giulio compia cinquant’anni, in modo da poter essere eletto. A quel punto abdich…. pardon, mi dimetterò”.
Putin per festeggiare l’anno nuovo lancia tre bombe H dall’altro lato del globo. “Pensavo fossero i botti napoletani che mi aveva regalato Berlusconi”, ha dichiarato, mentre frammenti dell’America distrutta si espandono nell’universo nel silenzio della notte di San Silvestro.


Maurizio Colucci      

giovedì 27 novembre 2014

Salvini… un uomo fatto felpa!

Volete sapere tutto sull’astro nascente della politica italiana? Sulla nuova promessa del centro destra? Seguiteci, e vi chiariremo le idee.
Salvini è il leader emergente, Salvini è il futuro della destra, Salvini è un uomo fatto felpa.
Salvini è la memoria corta dei leghisti, è colui che ha cancellato i furti passati, l’anima pura della Lega, è l’uomo con le mani sul presente, ma con l’attenzione ai rimborsi regionali futuri.
Salvini è molto xenofobo, forse omofobo, sicuramente islamofobo, ma certe volte sembra idrofobo.
Salvini è euroscettico, poco eclettico, forse neoasburgico, con il cuore celtico, ma, tranquilli, lo stomaco molto italico.
Salvini, secondo Berlusconi è il goleador, è il matador, el conquistador, el salvador, dei terroni il terror…
Salvini è anti euro, anti Ue, anti Banca centrale, anti sinistra, anti immigrazione, anti Stato centralista, anti tasse,  ma fondamentalmente anti-patico.
Però Salvini è pure pro: è pro Putin, è pro Corea del Nord, è pro Le Pen, è pro patria e Pro Vercelli, talvolta pro-vocatore, ed è proprio un…, proprio un… diciamo, che è proprio (ed ognuno completa a piacimento).
Salvini è l’altro Matteo, anche lui giovane, con l’orecchino, linguaggio diretto, senza fronzoli, senza ninnoli; è l’altra destra, pochi contenuti ma idee forti: o meglio contenuti esigui, pochini pochini insomma, ma idee… idee grosse, precise, ri-so-lu-ti-ve.
Salvini, come risolvere la crisi dello Stato Italiano? “Fuori i rom dalle balle!”.
Salvini, come migliorare le condizioni dei cittadini italiani? “Fuori i negri dalle balle!”.
Salvini, come salvare l’economia? “Fuori l’Europa dalle balle… e comunque anche i negri e i rom!”.
Con Salvini la riscossa della destra è arrivata, la possibilità di vittoria è ritornata, nuovi scenari s’intravedono per il domani, la rivincita è a un passo; grazie a lui avremo un’Italia ormai libera dal terrore straniero, dalla delinquenza clandestina, dall’incubo africano… (mentre la ‘ndrangheta indisturbata, continua ad espandersi su Milano…)

Maurizio Colucci