Durante il triste trasloco di Berlusconi da Palazzo Chigi, uno degli addetti ha trovato questo biglietto, probabilmente vergato dall’onorevole mano dell’ex premier. Vi riferiamo di seguito il testo.
“Addio Monti e comoda poltrona di Presidente del Consiglio, tanto alta al punto che toccavo con le punte.
Addio Città Eterna, Roma Ladrona che la Lega non perdona, ma se serve è arraffona.
Addio notti dolci e movimentate, le cene eleganti a Palazzo Grazioli. Addio al lettone di Putin, amico dei giorni più lieti e di tutti i miei segreti.
Addio alla D’Addario, ma com’era elegante durante le cene eleganti! Addio a Noemi Letizia, una minorenne veramente elegante…. quanta eleganza, troppo eleganza!
Addio al Senato, alla Corte Costituzionale, alla Camera dei Deputati e al Colle Quirinale.
Addio alle ministre, alla Santanchè ormai per me troppo attempata, alla Brambilla rosso fuoco, alla Carfagna (l’unica brunetta che ho amato), alla Gelmini e ai suoi neutrini.
Addio al cielo blu di Roma, al blu della cravatta di ordinanza, alle auto e agli aerei blu, e alle pillole blu sempre pronte nel cassetto.
Addio al Vaticano e al Cupolone, a quell’uomo vestito di bianco che ha la fortuna di non avere un parlamento che gli vota contro. Come lo invidio! Se non fosse per la mancanza di cene eleganti mi sarei fatto eleggere Papa.
Addio alla casa di Scajola, regalata da mano ignota, addio alle mani esperte della massaggiatrice brasiliana di Bertolaso, addio alla P3 e alla P4, allo spread, ai bond, ai bot e ai btp.
Addio alla faccia tetra di Tremonti, al ghigno selvaggio di La Russa, alla vaghezza evanescente di Frattini e alle inutili trovate di Brunetta.
Addio ai rutti di Bossi, più eloquenti di cento endecasillabi, addio al dito medio alzato in alto, nuovo simbolo del terribile agone politico.
Addio a Sarkocy e alla sua Carlà (ne avrei fatte di cene eleganti con lei, ma proprio eleganti eleganti….), addio alla Merkel culona e al fondoschiena armonioso della Premier danese, puntato con il mio occhio d’aquila durante le tristi riunioni europee.
Addio, addio… cosa resterà di me? Cosa resterà del mio mondo, del mio pensiero? Sospiro tra le lacrime che bagnano la lista dei ministri del nuovo governo, lo sguardo cade su un rigo e il mio viso si accende di speranza: c’è scritto “Passera”…. oh, che delusione! È solo il cognome del nuovo ministro dello sviluppo… addio, addio!”
Maurizio Colucci
Complimenti, molto bello...
RispondiEliminaall'altezza di Fiorello.
chi sei caro anonimo/a?
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