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mercoledì 15 aprile 2015

Una fiaba: quando in Italia crollava tutto…

“Nonno, nonno! Mi continui a raccontare quella storia, di quando in Italia crollavano le cose?”.
“Sei proprio un curiosone! Vabbè, basta che poi vai a dormire. Dove eravamo rimasti?”.
“Mi pare, nonno, che avevi parlato di un’antica città… forse Pompei…”.
“Ah sì, ora ricordo… dunque… Pompei fu solo l’inizio e forse era normale che strutture così antiche potessero crollare, visto che nessuno se n’era preso cura. Poi però iniziarono a crollare anche le nostre costruzioni. Case, palazzi, viadotti, autostrade, scuole, palazzetti dello sport…”.
“Racconta nonno… cos’era successo?”.
“In quei giorni le autostrade della Sicilia iniziarono ad avere qualche problema… scricchiolii, crepe, avvallamenti, finché cominciarono a inclinarsi, ad aprirsi in due, a spaccarsi nel mezzo… viadotto su viadotto”.
“E come mai, nonno?”.
“Eh, caro nipotino, per tanti motivi… c’era la corruzione, nel cemento mettevano la sabbia di mare che è più scarsa, poi c’era anche il dissesto idrogeologico al quale nessuno pensava”.
“Il dissesto zoologico?”.
“I-dro-geo-lo-gi-co… si dice così… non zoologico; zoologico significa che riguarda gli animali, anche se ci starebbe bene considerando che costruivano a c… ehm… volevo dire, secondo il coso del cane”.
“Quale coso, nonno?”.
“Lascia stare, piccolino, non sono frasi per te, il nonno si è lasciato prendere la mano… allora, le autostrade le abbiamo dette? La situazione si complicò… negli stessi giorni cadde il soffitto di una scuola, per fortuna nessun bambino si ferì gravemente. Ma le scuole crollavano un po’ tutte, soffitti, soppalchi, palestre, cornicioni, vetrate…”.
“Nonno, perché queste scuole erano vecchie?”.
“Tante erano vecchie, ma tante crollavano anche se erano stare ristrutturare da poco… diciamo che venivano fatte…”.
“A coso di cane?”.
“Vedo che capisci subito, piccoletto… comunque, sì… crollavano anche le strade nel centro della città, enormi fossi nell’asfalto, automobilisti spariti nel nulla, qualcuno ritrovato al centro della Terra, qualcun altro al centro della fogna…”.
“Nonno ma di chi era la colpa di tutti questi crolli?”.
“Questa è una domanda difficile, nipotino mio… praticamente il Presidente della Regione se la prendeva con il commissario delle autostrade, che diceva che era tutta colpa della ditta appaltatrice, che accusava il geometra del comune, che querelava l’esperto geologo dell’università, che sbraitava contro il genio civile, che se la prendeva con il sindaco, che non aveva soldi perché non glieli passava il ministro, che diceva che era colpa del Presidente della Regione che al mercato mio padre comprò…”.
“Cosa nonno?”.
“Niente, lascia stare… canzoni, ricordi di infanzia…”.
“Non è che ci abbia capito molto?”.
“Lo so, piccoletto, nemmeno noi ci capivamo molto… questo sistema si chiamava “scaricabarile”.
“Scaricabarile? Uhm…. è una parola tipo il coso del cane?”.
“Eh… sì… anche se lo scaricabarile è un po’ più sofisticato”.
“Nonno, che cose strane che succedevano… ma come finisce questa storia dei crolli?”.
“Vai a letto adesso, domani ti devi alzare presto…”.
“Uffa, nonno… volevo sapere come finiva…”.
“Non finiva, non finiva… dormi, dormi… un’altra volta… la storia continua… non finisce…”.


Maurizio Colucci 

domenica 15 febbraio 2015

Salvini c’è, Salvini esiste, Salvini ti guarda… e tu lo guardi!

“Dottore, mi aiuti… vedo Salvini dappertutto”.
“Stia tranquillo… e mi racconti ogni cosa dall’inizio”.
“Ci provo, dottore… spero tanto mi possa dare giovamento… dunque… sa, a me piacciono molto i talk politici, litigo spesso con mia moglie per guardarli, lei si annoia molto. All’inizio nemmeno sapevo chi fosse questo Salvini, mi sembrava un personaggio minore. Poi, a poco a poco, mi sono accorto che era sempre ospite in questi programmi, allora ho imparato a conoscerlo”.
“Continui, la prego”.
“È troppo doloroso per me… tentiamo… Ogni martedì a Ballarò, poi a Porta a Porta, Virus, Matrix, La Gabbia, Agorà, Otto e Mezzo, e sempre lo trovo lì, tutta la settimana. Si parla dell’euro? Lo chiamano. Si parla dell’immigrazione? Non si può fare a meno di lui. Si parla delle riforme costituzionali? Eccolo! Ho provato a differenziare gli orari, ma niente! La mattina è su Rai 3, la sera su La Sette, la notte a Rai 1. Credo che nemmeno dorma questo Salvini, perché l’altra sera ho chiuso gli occhi che era su Canale 5 e l’ho ritrovato alle sei e mezza ad Uno Mattina”.
“Uno Mattina ha detto? E si parlava di?”
“Del Presidente della Repubblica! Gliel’ho detto, caro Dottore, non importa l’argomento, lui c’è. Come se non bastasse, me lo ritrovo in tutti i siti di informazione, su facebook in un link su due c’è sempre lui. L’altro giorno… l’altro giorno, Dottore, avevo deciso di liberarmi, basta più televisione! Mi dedicherò alla lettura, pensavo. Allora vado all’edicola. Però, non sono stupido, mica sono andato ad acquistare un quotidiano di informazione politica? So di certo che avrei trovato Salvini pure su Repubblica o sul Corriere. E quindi decido per la pura evasione: mi compro un settimanale di costume… Dottore, lei non mi crederà… c’era Salvini seminudo in copertina! Ho strappato la rivista e ne ho fatto coriandoli, una crisi di nervi epocale!”.
“Mi scusi, non le sembra di esagerare un pochino?”.
“Esagerare? Ho deciso addirittura di non vedere più telegiornali e mi ritrovo Salvini pure a Striscia la Notizia: nella rubrica di gossip si parlava di lui e della Isoardi… Gliel’ho detto! Ormai è dappertutto, forse anche quando non c’è… non riesco più a distinguere la realtà dall’immaginazione… probabilmente è alla Prova del Cuoco a spiegare come va cucinata correttamente la polenta, oppure A sua Immagine a difendere i valori cristiani dell’Europa, all’Isola dei Famosi… ma lei lo sa, a proposito di Isola, che Salvini è venuto pure in Sicilia? Mi dica qualcosa lei… ho visto Salvini a Palermo, quindi è evidente che le mie facoltà mentali alterano la realtà… soffro di stati allucinogeni… Salvini in Russia, Salvini a Strasburgo, Salvini in Corea del Nord,  forse i Salvini sono due gemelli, forse tre, ha la bilocazione come Padre Pio, “Salvini c’è” ho letto sotto i ponti delle autostrade, mi hanno invitato a Medjugorje ma non ci sono andato perché ho paura che mi appaia al posto della Madonna!!!” (il paziente inizia a rantolare in preda al delirio).
“Si calmi, si calmi adesso! Prenda questa pillola, vedrà che andrà meglio”. (dopo qualche minuto) “Caro Signore, capisco di cosa parla, ci sono passato anche io…”.
“Davvero, Dottore?”.
“Certamente! Vedevo Salvini in ogni dove. Per questo le consiglio di fare come ho fatto io: tolga televisore, computer, radio, niente giornali, niente cellulari e tablet, per almeno un mese”.
“E così ha risolto?”.
“Quasi”.
“Come quasi?”.
“Purtroppo a casa mia ho il videocitofono… qualche volta al mattino sento citofonare… Salvini trasmette pure da lì… perché Salvini c’è, SALVINI esiste, SALVINI è con noi, SALVINI TI GUARDA, SALVINI C’E’…” (lo portano via in preda a una crisi psicotica).


Maurizio Colucci

sabato 31 gennaio 2015

Io, la satira intelligente, l’Isola dei famosi e… Rocco Siffredi

Oggi voglio mostrarvi quali siano i meccanismi che entrano in gioco nella satira. In questi giorni, dopo i tragici fatti di Parigi, si è dibattuto molto sulla qualità e le caratteristiche della satira.
Allora… oggi niente articoli comici, ironici, ridanciani; voglio solo porre in evidenza le sottigliezze intellettuali che portano alla stesura di un pezzo satirico.
Sì, perché qua non si parla di comicità grossolana, volgare… prenderò a modello proprio ciò che avviene nella mia mente.
Il primo passaggio è quello di mettere il cervello in movimento, lasciarsi bombardare dalle idee più disparate, valutando le migliori e scartando quelle becere… ecco, vediamo, cosa sta avvenendo in questo periodo… l’elezione del Presidente, il patto Renzi-Berlusconi, la vittoria della sinistra in Grecia, l’Isola dei Famosi, no… ma c’è Rocco Siffredi, il pornodivo! No, non mi lascio tentare, ho detto niente battute da caserma!
Dunque… in mezzo alla nebulosa mentale, selezionare un’idea che possa funzionare, quello della Grecia e l’Unione Europea, il contrasto con la Merkel, ci si può scherzare su un bel po’… vediamo… oppure, dove fanno l’Isola dei Famosi? Ah, sì, in Honduras… perfetto, ottimo gioco di parole! Rocco Siffredi e l’Honduras, trovato! No, non posso… la satira deve essere intelligente, accattivante, deve stimolare il lettore, non può limitarsi a qualche battuta da bar… ce la posso fare!
Riprendo il filo… quindi… dicevo che in certi casi la luce te la dà una frase, una chiusura, una freddura sulla quale costruire il pezzo…pensa, pensa… ad esempio… in questo momento non mi viene niente in mente… però se ci penso, con finezza e acume… “Forza Rocco! All’Isola sarai l’unico a tenere duro!”, questa sì che fa ridere… ma no, non posso scadere in questo modo, nemmeno nei bagni della scuola… so che posso fare di meglio.
La sinistra in Grecia… lì devo concentrami… il regalo dei Greci alla Merkel… ho trovato! Si potrebbe scrivere qualche riferimento al cavallo di Troia… magari con un gioco di parole lo collego a Siffredi, “tu sì che puoi resistere!”… basta, non è possibile, è una fissazione, troppi film di Alvaro Vitali nell’adolescenza. Hai potuto leggere i grandi letterati, il teatro comico antico, i migliori romanzieri e filosofi e poi… la tua formazione adolescenziale fatta di Alvaro Vitali e la Fenech all’improvviso spunta sempre fuori e prende il sopravvento.
Però vi assicuro che sono meglio di così, quando mi ci metto sono un umorista sottile e mirato, le battute a doppio senso nemmeno mi fanno ridere tanto, vi prego, credetemi almeno sulla parola… datemi un secondo, un secondo solo vi prego, un secondo mi basta… mica io sono Rocco!


Maurizio Colucci

giovedì 15 gennaio 2015

E.T.I: l’Esperto di Terrorismo Internazionale?

C’è una persona, anzi sarebbe meglio dire un personaggio, che si aggira in questi tragici giorni in televisione, nei talk, nei programmi di approfondimento, in radio, sui giornali, in rete… è l’Esperto di Terrorismo Internazionale (per brevità in seguito indicato con la sigla E.T.I.). In realtà non si tratta di un individuo in particolare, ma più che altro di una incarnazione, anzi di immedesimazione, forse di replicanti, oppure di vera e propria clonazione. Ma chi è esattamente l’Esperto di Terrorismo Internazionale? E cosa fa?
Intanto iniziamo col dire che l’ETI può essere chiunque. Non c’è bisogno di lauree specifiche in scienze politiche, in relazioni internazionali, in storia delle religioni, in sociologia. Tutto studio superfluo. Basta essere informati, nemmeno tanto, il giusto… abbastanza, diciamo un pochino… qualche telegiornale ogni tanto e un link su internet è sufficiente, e poi si sa, l’approfondimento stanca.
L’ETI è un animale da dibattito, il salotto televisivo è il suo habitat naturale, i fari dello studio sono il suo sole.
L’ETI può passare da una dissertazione sulla jihad alle apparizioni di Paolo Brosio in un battito di ciglia. Può argomentare con slancio sulle ragioni del fondamentalismo islamico e poco dopo lanciarsi in una zelante analisi sull’abuso dei selfie negli adolescenti moderni.
L’ETI parla dell’Islam, ma non ha mai letto una sura del Corano. Sa che Maometto è il Profeta e che è vissuto e ha agito pressappoco…. tra il IV e il IX secolo dopo Cristo. Ogni tanto escono dalla sua bocca parole come “sciiti e sunniti”, ma lo fa solo per darsi un tono e per far sapere che lui conosce dove si trova l’Iran… pressappoco in Asia!
L’ETI si dilunga in inquietanti scenari geopolitici, ma l’unico paese a maggioranza islamica che ha visitato sono le Isole Maldive… Maldive spiaggia e resort, ovviamente!
L’ETI ogni tanto ha una variante complottista, specie su Internet: è tutta colpa della Cia, degli Amerikani, che alimentano il terrorismo islamico anti occidentale e anti americano, per fare le loro sporche guerre e promuovere la paura permanente in mezzo alla popolazione… e gli Ebrei sono loro alleati, Israele e il Mossad, e l’11 settembre si sono attaccati da soli, e Bin Laden è ancora vivo, e non sono andati sulla Luna, e Pearl Harbor l’ha organizzato tutto Roosvelt, e la prima guerra mondiale non c’è stata, e i massoni illuminati sono i fondatori degli Stati Uniti, e la Chiesa, e il Codice da Vinci, e Gesù Cristo è tutta un’invenzione, e Mosè… gli hanno dato un motoscafo per passare il Mar Rosso!
L’Esperto di Terrorismo Internazionale sarà ancora per un poco con noi, lo sopporteremo pazientemente, lo vedremo riapparire come esperto di politica interna per l’elezione del Presidente… perché l’ETI parla, parla, riparla, discute, dibatte, dice la sua sugli attentati, sulla sicurezza, sulla minaccia globale, sul Califfato, sullo spionaggio… ma state tranquilli… in questo diluvio di pareri e di elucubrazioni mentali, in questa marea di opinioni e di generalizzazioni, se fate bene attenzione, se scaverete un pochino, vi accorgerete… che l’ETI non sa una beata minchia!
  

 Maurizio Colucci

martedì 30 dicembre 2014

2015: rielezioni, espulsioni, invasioni

Abbiamo unito insieme modelli matematici, algoritmi sofisticati, ricercatori di sociologia applicata, centro studi analisi internazionali, analisi cliniche “Minniti” e il circolo culturale del Bar Jymmi Biliardi, per darvi le previsioni sul 2015… le più inattendibili possibili!
Gennaio. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano: ci saranno trappoloni? Renzi e Berlusconi si metteranno d’accordo? E soprattutto, chi saranno i candidati? Molti dicono che sia arrivato il tempo di una donna: la Bonino? La Finocchiaro? La Bindi o la Boldrini? Maria de Filippi? Milly Carlucci? Anche se qualcuno dice che non accetterebbe perché si scoprirebbe che ha più di cinquant’anni…  Nuovo fenomeno tv emerso dai talent: un certo Padre Venanzio, canta gli Iron Maiden con afflato mistico, fuma marijuana solo a scopo psicoterapeutico, ma in compenso prega tanto tanto…
Febbraio. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano… ma come? Non si era dimesso? È vero, si era dimesso, ma poi non sono riusciti a mettersi d’accordo sul nuovo presidente e allora hanno chiesto a Napolitano un sacrifico: “Va bene”, ha risposto, “un terzo mandato di una ventina di giorni, ma poi mi dimetto!”. Però la Nazione intera in questo mese è attanagliata da interrogativi più laceranti: è meglio il festival di Carlo Conti o quello di Fazio? Quanti soldi hanno dato a Carlo Conti? Ma chi ha scelto ‘ste canzoni? E soprattutto… perché mettere in piedi un festival se si sa già che vinceranno i tre tenorini de Il Volo? Notizie dall’estero: Putin è di cattivo umore e vuole sfogarsi occupando la Moldavia.
Marzo. Grillo espelle altri dieci deputati perché hanno smarrito lo scontrino del panificio. Secondo il suo stile democratico, mette nel blog le foto dei dieci colpevoli mentre addentano una rosetta, con la presente didascalia: “Italiani! Questi si mangiano il vostro pane!”. Seguono gli indirizzi di casa. Renzi nel frattempo elabora una variante al Jobs act: i licenziamenti potranno essere collettivi e gli indennizzi potranno essere dati in gratta e vinci. Esteri: abbattuti due aerei militari ucraini; le scuse di Putin: “Perdonatemi, stavo giocando al tiro al piattello e mi sono fatto prendere la mano”.
Aprile. Salvini va a visitare un campo rom alla periferia di Milano, portando in dono fiammiferi e due taniche di benzina. Ne segue una guerriglia urbana con 348 feriti. “Voleva essere solo una manifestazione del libero pensiero”, ha dichiarato il leader leghista. Esplode un nuovo caso di corruzione colossale a Roma, subito denominato “Mafia Capoccia”. Coinvolti boss della banda della Magliana (ma quanti ce ne sono ancora?!), funzionari comunali e provinciali, esponenti di tutti i partiti, quattro cardinali ed Alì Agcà.
Maggio. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano... il terzo mandato è durato qualche settimana in più. Bruciati gli ultimi candidati: Dario Fo, Pippo Baudo, Carlo Rubbia, Renato Pozzetto, Roberto Baggio, Mara Venier (“sono impegnata per la candidatura a sindaco di Venezia”, ha dichiarato con grande senso di responsabilità). E allora? Napolitano rieletto al quarto mandato: “solo qualche giorno, il tempo che vi mettiate d’accordo… ma poi, sicuro, lascio per sempre!”. Notizie dall’estero: Putin manda i carri armati a invadere le repubbliche baltiche. “Io mi ricordo che lì si parlava russo”, si è giustificato di fronte alla comunità internazionale.
Giugno. Tutti fremono: quali saranno i temi della maturità? Quale autore verrà scelto? I più gettonati sono Pirandello, Ungaretti, Mario Luzi, Sciascia. A sorpresa esce un’analisi del testo di “Farfallina” di Luca Carboni, “perché siamo in una nuova era, quella della post-cultura”, ha dichiarato un anonimo funzionario del Ministero. Il talent tv di fine stagione lo vince a sorpresa Frate Atanasio, un monaco cistercense che canta a memoria l’intero repertorio di Marilyn  Manson, bestemmie incluse, ma dona tutto il ricavato ai poveri.
Luglio. Beppe Grillo espelle altri otto senatori perché non hanno rendicontato le spese del telepass. Pubblicate sul blog le targhe delle loro automobili e la foto di un taglierino. “Solo una provocazione benevola e democratica”, ha affermato il leader cinque stelle. Renzi apporta nuove modifiche al jobs act: abolite le ferie, si potranno fruire solo di sabato e domenica nei mesi estivi, e solo di domenica nel resto dell’anno. Chi in quei giorni è già libero da lavoro, riceverà un indennizzo: una confezione di paste di mandorla da gustare con la famiglia alla fine del pranzo domenicale.
Agosto. Arrivano in Italia fortissime correnti africane. I telegiornali e i siti specializzati parlano di termometro impazzito, temperature infernali, l’afa che uccide, bolla tropicale, l’autocombustione della Nazione. Sul fenomeno vengono interrogati diversi esperti stranieri, i quali assicurano che si tratta di qualcosa che avviene anche fuori dai confini dell’Italia: solitamente all’estero la chiamano estate o anche caldo estivo. Putin, in segno di amicizia, regala al dittatore nord coreano Kim Jong-Un in occasione del suo matrimonio due testate nucleari. “Volevo fare un regalo originale…. Non volevo comprare il solito vassoio d’argento”, ha dichiarato di fronte agli interrogativi preoccupati della comunità internazionale.
Settembre. Riaprono le scuole. A Renzi riesce il grande colpo mediatico: assumere tutti insieme all’inizio dell’anno scolastico centocinquantamila precari. Esteso il jobs act al pubblico impiego, così come i licenziamenti collettivi. A fine settembre i centocinquantamila neoassunti vengono licenziati come esuberi. Salvini, con la sua solita prudenza, si reca in visita ad alcuni luoghi di culto islamici in Lombardia… accompagnato da un gruppo di allevatori padani con una quarantina di maiali al seguito. Ne segue una guerriglia locale con 3842 feriti. “C’è chi usa il cane da passeggio… e noi il maiale”, ha dichiarato il leader della Lega; “non possiamo più nemmeno mantenere le nostre tradizioni?”.
Ottobre. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano... Ormai non si trova uno disposto a prendere il suo posto. Papa Francesco ha detto che l’incarico è incompatibile, la regina Elisabetta ha detto che gli arazzi del Quirinale non si abbinano con i suoi cappellini, il principe Ranieri ha detto che è morto e quindi momentaneamente impossibilitato a prendersi l’onere. Il fenomeno musicale del 2014, Suor Cristina, non è riuscita a sfondare molto in campo discografico. Allora è stata riciclata per l’annuale edizione di “Tale e quale Show”. Imiterà Mina che canta “L’importante è finire”; “così posso raggiungere i giovani”, ha dichiarato con simpatia di fronte alle inevitabili polemiche.
Novembre. Beppe Grillo nel furore espulsionista manda via di casa sua moglie perché non gli ha portato lo scontrino del bancomat dopo la spesa al supermercato. Ennesimo scandalo di corruzione nella Capitale, subito denominato Mafia dei sette colli. Coinvolti i figli e i cognati dei boss della Magliana,  svariati imprenditori, alcuni assessori e le loro segretarie, un gruppo di guardie svizzere, esponenti di diversi partiti e Licio Gelli. Grido di indignazione della politica: “bisogna fare una legge più severa, basta con i corrotti, ci vuole pulizia!”. Il Parlamento emana una norma che suona come un terribile giro di vite: le pene passeranno dai quattro anni di reclusione ai quattro anni e mezzo; pagamento di una multa con possibilità di dilazionare in 84 comode rate e una bacchettata sulle dita, “perché dovranno ricordarsi che non si ruba, quando vedranno i lividi sulle nocche”, ha dichiarato con enfasi Renzi.
Dicembre. Arrivano i primi freddi. Telegiornali e siti specializzati annunciano temperature glaciali, il grande gelo, la perturbazione polare, la Siberia è tra noi, l’Italia sarà un enorme iceberg. Svariati esperti stranieri, interrogati sul fenomeno in corso, assicurano che si tratta di qualcosa che avviene anche all’estero: solitamente viene denominato inverno o anche freddo invernale. Nel panorama politico tiene banco la successione a Napolitano… nel 2015 ormai ha fatto altri cinque mandati. Il 31 dicembre annuncia le sue dimissioni alla Nazione: “Ho deciso di lasciare il mio incarico irrevocabilmente… nel 2019… il tempo che mio figlio Giulio compia cinquant’anni, in modo da poter essere eletto. A quel punto abdich…. pardon, mi dimetterò”.
Putin per festeggiare l’anno nuovo lancia tre bombe H dall’altro lato del globo. “Pensavo fossero i botti napoletani che mi aveva regalato Berlusconi”, ha dichiarato, mentre frammenti dell’America distrutta si espandono nell’universo nel silenzio della notte di San Silvestro.


Maurizio Colucci      

giovedì 27 novembre 2014

Salvini… un uomo fatto felpa!

Volete sapere tutto sull’astro nascente della politica italiana? Sulla nuova promessa del centro destra? Seguiteci, e vi chiariremo le idee.
Salvini è il leader emergente, Salvini è il futuro della destra, Salvini è un uomo fatto felpa.
Salvini è la memoria corta dei leghisti, è colui che ha cancellato i furti passati, l’anima pura della Lega, è l’uomo con le mani sul presente, ma con l’attenzione ai rimborsi regionali futuri.
Salvini è molto xenofobo, forse omofobo, sicuramente islamofobo, ma certe volte sembra idrofobo.
Salvini è euroscettico, poco eclettico, forse neoasburgico, con il cuore celtico, ma, tranquilli, lo stomaco molto italico.
Salvini, secondo Berlusconi è il goleador, è il matador, el conquistador, el salvador, dei terroni il terror…
Salvini è anti euro, anti Ue, anti Banca centrale, anti sinistra, anti immigrazione, anti Stato centralista, anti tasse,  ma fondamentalmente anti-patico.
Però Salvini è pure pro: è pro Putin, è pro Corea del Nord, è pro Le Pen, è pro patria e Pro Vercelli, talvolta pro-vocatore, ed è proprio un…, proprio un… diciamo, che è proprio (ed ognuno completa a piacimento).
Salvini è l’altro Matteo, anche lui giovane, con l’orecchino, linguaggio diretto, senza fronzoli, senza ninnoli; è l’altra destra, pochi contenuti ma idee forti: o meglio contenuti esigui, pochini pochini insomma, ma idee… idee grosse, precise, ri-so-lu-ti-ve.
Salvini, come risolvere la crisi dello Stato Italiano? “Fuori i rom dalle balle!”.
Salvini, come migliorare le condizioni dei cittadini italiani? “Fuori i negri dalle balle!”.
Salvini, come salvare l’economia? “Fuori l’Europa dalle balle… e comunque anche i negri e i rom!”.
Con Salvini la riscossa della destra è arrivata, la possibilità di vittoria è ritornata, nuovi scenari s’intravedono per il domani, la rivincita è a un passo; grazie a lui avremo un’Italia ormai libera dal terrore straniero, dalla delinquenza clandestina, dall’incubo africano… (mentre la ‘ndrangheta indisturbata, continua ad espandersi su Milano…)

Maurizio Colucci     

giovedì 20 novembre 2014

Crisi di ascolti nei talk? Santoro chiama Renzi

In esclusiva, una intercettazione telefonica che vi sorprenderà.
Santoro: Pronto, Renzi? Sì, ciao… sono Michele Santoro… posso darti del tu vero?”.
Renzi: Ma certo! Siamo entrati in una nuova epoca, una nuova dimensione politica, non puoi mettere il rullino nello smartphone…
S: Sì lo so… senti, Matteo, avrei un favore da chiederti… sai abbiamo una forte crisi di ascolti noi che facciamo i talk-show. Non solo io, anche Floris che doveva fare il botto a La Sette, e pure gli altri. Insomma, la gente ci guarda sempre meno.
R: Certo, è il cambiamento in atto… non puoi mettere il disco di vinile nel lettore mp3… ma dimmi, caro Michele, come posso aiutarvi?
S: Sai, Renzi, quelli vicini a te mi hanno detto che tu sei un tipo disponibile, che cerchi di accontentare tutti, basta che non siano sindacalisti… o si chiamino Fassina.
R: Fassina chi? Questa allora mi è venuta troppo bene, la ripeto sempre, è una goduria…
S: Ecco, superpremier, hai dato gli ottanta euro ai lavoratori dipendenti, dicono che ora assumi i precari della scuola, vuoi fare contente le imprese abolendo l’articolo 18… dunque… non è che potresti darci qualche argomento… ecco, diciamo qualche argomento per attaccarti, così facciamo salire gli ascolti?
R: Ma non vi basta tutta la questione economica, i consumi che arrancano, le riforme con Berlusconi?
S: Sai, Matteo, alla gente non frega più niente di ‘sta roba qui… si sono scocciati!
R: Allora cercate un diversivo… qualcosa di accattivante.
S: E che? Non ci ho già provato? Una volta mi sono messo a litigare con Travaglio, un’altra volta ho portato le Femen che hanno ballato con le tette al vento per protestare contro il Papa… dovrei raschiare il fondo del barile, magari ci metto i matrimoni gay e le teorie del complotto su Kennedy e l’11 settembre! Però le nostre ricerche di mercato ci dicono che queste cose non importano più a nessuno.
R: E quindi, caro Santoro, io come potrei aiutarvi?
S: Guarda, Matteo… la nostra idea è semplice, ma ci vuole il tuo supporto… come posso dirti… al tempo di Silvio c’era tutto un materiale umano… non so se mi capisci…
R: Stavolta non ti seguo. Santoro, devi essere più chiaro, non è che possiamo mettere la legna da bruciare nel motore diesel!
S (ripetendo tra sé: “Vabbè, questo con ‘sta mania del paradosso futuristico non la finisce più”): Renzi, cerco di spiegarmi… non avresti qualche amico, in mezzo ai tuoi poteri forti, qualche amico che sia pure spacciatore, tipo Tarantini? O magari un truffatore, come Lele Mora? Prostitute alle quali affidare minorenni ne conosci? O forse un affarista da quattro soli, come Lavitola? Ti preso, dimmi si sì!
R: Santoro! Ma come ti permetti!
S: Per favore, ti prego! Almeno un’amante, una scappatella… con la Boschi? Che ne pensi? Non mi dire che la Boschi non ti piace… è proprio bona… mi fai una bella tresca con lei, anche solo uno sguardo languido, un pensiero impuro… Matteo, aiuta anche noi dei talk! Tu al massimo ti abbracci con il koala… mica posso fare tre ore di diretta sul koala?
R: Ma falla finita! Ma che fai? Ora piangi… singhiozzi… ti disperi… Santoro, fattene una ragione! Non possiamo mettere il calamaio con l’inchiostro nella stampante laser… vabbè, questo è andato… Del Rio, parlaci tu, io vado a dare le scatolette al koala… se avessi saputo quanto consumava sto coso peloso, glielo affibbiavo alla Merkel…
Il sottosegretario Del Rio prende il telefono e sente in lontananza le grida affrante di Santoro: Silvio, dove sei? Silviooooo…. Perché mi hai lasciato? Silvio…. Dammi un bel festino erotico con le vecchiette dei servizi sociali… Silvioooooo….


Maurizio Colucci

mercoledì 12 novembre 2014

Considerazioni meteorologiche in libertà


Piove… governo ladro!
“Piove, senti come piove… senti come viene giù”.
“Vorrei trovare parole nuove, ma piove… piove sul nostro amor”.
“Ma sono lacrime, mentre piove… piove…”
E piove sui nostri volti… Silvana!
Piovono polpette, piovono saette, piovono meteoriti, piovono meteorologi più o meno infallibili, piovono cicloni dai nomi esotici: Gonzalo, Annibale, Circe, Tatiana… e piove sui nostri volti… Silvana!
Piovono le tasse sulle teste degli italiani, piove la Tasi, l’Imu, la Tari, e chi ha la rima facile e volgare dice: “Sono c… amari!”.
Piovono polemiche per tutta la settimana… e piove sui nostri volti… Silvana!
Non può piovere per sempre.
Arrivano contributi a pioggia dall’Unione Europea, contributi a pioggia dal governo per le imprese, contributi a pioggia nelle cisterne della mafia ogni mese, contributi per la sagra della melanzana… e piove sui nostri volti… Silvana!
Cielo a pecorelle, acqua a catinelle.
Rosso di sera, bel tempo si spera.
Si sta come in autunno sugli alberi le foglie.
È primavera… svegliatevi cretini! C’è un proverbio o un verso per ogni stagione, più o meno strana… E piove sui nostri volti… Silvana!
Le precipitazioni al metro quadro, precipitano i titoli in borsa, precipitano gli indici di ascolto, precipita la fiducia di ogni italiano e ogni italiana…
E piove sui nostri volti… Silvana!
Piove… governo Renzi!
Piove… regioni farabutte!
Piove… province inutili!
Piove… comune sanguisuga!
Piove… enti pubblici mangiasoldi e arruffagrana!
E piove sui nostri volti… Silvana!
Che poi… esattamente… questa Silvana, chi è?  


Maurizio Colucci

venerdì 27 giugno 2014

Il selfie è…

Chi troverà la chiave d’interpretazione? Chi riuscirà ad aprirci ai misteri della mente umana? Quando avremo le risposte necessarie sull’illimitata creatività dell’Homo sapiens? Tutti allo studio, sociologi, antropologi, psicologi, psichiatri, esperti di neurolinguistica, filosofi e teologi, preti e giornalisti, farmacisti e docenti, opinionisti, Bruno Vespa (che è una categoria a parte…), studenti universitari, tesi di laurea, varie ed eventuali… prima o poi ci diranno cos’è il selfie!
Innanzitutto il selfie è un autoscatto. Avete presente quello che si faceva venti trent’anni fa? Il solito allegrone della compagnia di turno che sistemava la macchinetta fotografica su un muretto in equilibrio precario, metteva in modalità autoscatto e faceva una corsa pazza verso il gruppo di amici: ordinariamente di lui veniva solo mezza testa, ovviamente mossa, quando andava bene. Quando andava male, l’obiettivo si spostava nel trambusto e al posto della compagnia allegra in vacanza, fotografava il bracciolo della sedia a sdraio.
Il selfie è la moda del momento, il segno dei tempi, è il culto dell’immagine per tutti.
Il selfie è… dai quindici minuti di celebrità di Warhol ai quindici mi piace su facebook.
Il selfie è Narciso con lo smartphone.
Il selfie è una sorta di autoerotismo collettivo! Ma come? Ma non era un piacere solitario? Il sesso con uno solo, il più perfetto, perché è con qualcuno che si ama veramente, come ci insegnava Woody Allen? Ed ora? Siamo in presenza di una specie di autostimolazione erotica di massa! Ma non si diventava ciechi? Qui, invece, si moltiplicano gli occhi, sul pc, sul cellulare, in tv, nelle riviste di gossip…
Il selfie è…. selfie dunque sono.
Il selfie è sostanzialmente una fotografia venuta male quasi sempre.
Il selfie è un insieme di smorfie senza senso, dal semplice sorriso fotografico di rito alle linguacce infantili, dagli sguardi languidi alle labbra fatali delle ragazze, dalle facce da alcol alle facce da coca, andando sempre più giù, fino ad arrivare alle facce di c…
Il selfie è soprattutto l’uccisione del privato, la morte dell’intimità, un’invasione autodeterminata  sui nostri momenti personali… e condivideremo tutto, persino l’ecografie al fegato, la gastroscopia, le risonanze magnetiche, le radiografie alla colonna, le tac con mezzo di contrasto, l’esame urologico... finché non avremo più niente da scoprire dell’altro o tesori da custodire per noi stessi.
No, niente, forse ho un po’ esagerato, forse ho volato troppo alto, probabilmente troppo cervellotico, ho fatto  un po’ di filosofia… perché, in fin dei conti, il selfie è una gran minchiata!
Buone vacanze e mi raccomando: fotografate tutto!!!


Maurizio Colucci

sabato 14 giugno 2014

Notte prima degli esami”, tutto sulla ragazza della canzone

In vista degli Esami di Stato, tutti i ragazzi vicini alla maturità hanno nelle orecchie la ben nota canzone “Notte prima degli esami”, di Venditti. Viene cantata come rito scaramantico, magari in riva al mare ad una cena di quinto accompagnati da un professore narcisista con la chitarra, o, in forma più moderna, come sottofondo ad un video elaborato al pc da far vedere all’intera classe. Insomma, mentre suona la canzone, i ragazzi si commuovono, anche i più duri o fannulloni, si abbracciano, vivono già la nostalgia del distacco. Allora, per tutti i maturandi abbiamo un’esclusiva unica: siamo riusciti ad intervistare la famosa Claudia del brano (“Claudia non tremare…. se l’amore è amore…”). Ci aiuterà finalmente ad sviluppare una chiara esegesi sulla canzone più famosa degli esami.
Oggi, signora Claudia, lei è una splendida sessantenne, ma da ragazza a fatto trepidare il cuore del giovane maturando Venditti.
Intanto può chiamarmi semplicemente Claudia. Ed è ormai tempo di smentire questa storia: io non mi sono mai concessa ad Antonello Venditti, né la notte prima degli esami, né dopo. Le mie cosce sono rimaste chiuse come le chiese quando ti vuoi confessare… che poi, se ci vai in certe ore a confessarti, certo che trovi la porta chiusa!
In che senso, signora Claudia?
Nel senso che quel Venditti era un bello sporcaccione e poi voleva il prete a portata di mano per confessarsi. Me lo diceva sempre: “non fermare, ti prego, le mie mani!”. Con la scusa dei pantaloni americani… avevo comprato un modello nuovo di jeans che mi faceva le forme niente male e quello? Sempre lì a guardare, a toccare, “ma sono originali i tuoi calzoni americani?”, e con la scusa allungava le sue mani sul mio seno.
Ma andiamo a parlare della sua famiglia… suo padre, suo fratello…
Guardi, mi lasci stare, ché mio padre non mi ha parlato per un mese dopo che uscita ‘sta canzone… voglio chiarire una cosa una volta per tutte: mio padre non sembra Dante; ha pure un bel naso, come quello di Richard Gere, per capirci. Mio fratello non ha nemmeno idea chi fosse Ariosto, pensi che ha preso la terza media agraria. Ma poi, che faccia aveva ‘sto Ariosto? Ma chi lo ha mai visto?
E la storia degli aerei tra New York e Mosca? Vivevate la sofferenza della Guerra Fredda?
Ma quale guerra fredda! Antonello mi portava lì, vicino a Fiumicino e per fare colpo su di me che ero una sempliciotta si inventava notizie sugli aerei che ci passavano sulla testa. Quello era il volo Roma-Catania.
Facciamo luce su un’altra frase misteriosa: “Notte di polizia, certo qualcuno te lo sei portato via”.
Quella è vera! Mio zio spacciava anfetamine e proprio prima degli esami è successo un vero macello a casa mia… lui stava spesso da noi. Non ci viene a spuntare la volante sotto casa? Aveva nascosto le anfetamine in tutte le stanze. Alcune le aveva confuse con i sonniferi della nonna. La doveva vedere, mia nonna, quella sera e i giorni successivi: cantava i Rolling Stones con la voce di Nilla Pizzi, con tutta la vestaglia aperta sul davanti.  
Quindi la sua notte prima degli esami è stata molto movimentata! Cosa consiglia ai maturandi di oggi?
Studiate, studiate seriamente…. anche perché la makumba contro la commissione non funziona, ve lo posso assicurare. Tutta la notte con mia zia che faceva i tarocchi… nessun effetto! E mi saluti Antonello, se lo vede… spero ora che è un anzianotto, che si siano calmati i suoi bollenti spiriti.


Maurizio Colucci

mercoledì 21 maggio 2014

Cesano Boscone, sfida senza esclusione di colpi

Quello che pubblicheremo è un documento esclusivo. Abbiamo messo nella vestaglia di una vecchina (la chiameremo con il nome fittizio di signora Giovanna per mantenere la sua privacy) una microtelecamera. L’abbiamo inserita con la scusa che si trattava di un nuovo modello di peacemaker e spacciandoci per i figli adottivi di una sua cugina di secondo grado, che naturalmente le mandava i più affettuosi saluti dall’al di là. Qual è lo scoop? La vecchina in questione è una degli ospiti della casa di riposo “Sacra Famiglia” di Cesano Boscone, nella quale ogni settimana si reca Silvio Berlusconi. Per la cronaca, l’ex Cavaliere non va lì per fare volontariato. Secondo la lingua italiana volontariato significa compiere un’azione di aiuto a titolo gratuito e spontaneamente. Berlusconi invece lo fa perché costretto dal decreto di un tribunale e perché condannato. Piccola annotazione per tutti i colleghi giornalisti che continuano ad affermare che Berlusconi ogni settimana va a fare volontariato e, a quanto pare, non hanno nessun direttore che li corregga. Ma vi lascio a queste formidabili intercettazioni.
Berlusconi: “Signora Giovanna, come sta? La vedo in splendida forma…”.
Vecchina: “Di nuovo questo è venuto? Ma chi è… sembra quel politico che si vedeva in tv con la marmotta in testa. Era così bravo quel giovane che veniva prima… ora da un paio di settimane c’è questo qui, ‘sto vecchio che ride sempre… ma che c’avrà da ridere!”.
B: “Signora Giovanna, ma la vita è bella, bisogna sorridere! E poi io non sono vecchio…. Su, bella signora… le faccio fare una bella passeggiata con il girello? Domenica si faccia portare fuori”.
V: “Fuori? Ma a fare cosa?”.
B: “Domenica ci sono le elezioni europee!”.
V: “Elezioni? Ma quando ho votato l’ultima volta io, c’era Berlinguer… quello sì che era una brava persona”.
B (tra sé e sé): “Porca miseria, giusto la vecchia comunista mi doveva capitare…. Signora Giovanna, ma i tempi oggi sono cambiati”.
V: “Lo so, i pannoloni ancora non l’hanno cambiati…”.
B: “No i pannoloni (le si deve essere scaricata la batteria dell’apparecchio acustico)… parlavano di nuovi tempi, nuove cose da fare… ad esempio, noi vogliamo cambiare l’euro”.
V: “Ci vada lei alla neuro! Io non sono pazza! Al massimo sono un po’ smemorata… ma guarda questo che impertinente!”.
B: “No la neuro! L’euro, i soldi, la pensione…. Vabbè, lasci stare. Guardi questo bigliettino. Se domenica va a votare questo simbolo, le prometto che potrà avere una nuova dentiera”.
V: “La dentiera? Ah sì, questo sì… mi dà tanto fastidio… lei la sa riparare allora? (Si toglie immediatamente la dentiera dalla bocca e la porge a Berlusconi). Vede qua? Forse la colla non attacca più bene…”
B (alquanto schifato): “Signora Giovanna, forse ha capito male… rimetta la dentiera a posto… (che fatica! È dura questa a convincerla… è stato più facile far cadere il governo Prodi comprandosi 4 senatori). Guardi il bigliettino… lei domenica va al seggio elettorale e indica quel simbolo”.
V: “Non so qual è il sintomo…”
B: “No sintomo, sim-bo-lo!”
V: “Non alzi la voce con me! Sono una signora anziana… non ha nessun rispetto? Cosa vuole con questo bigliettino? Io non vedo nulla, ho la cataratta… forse me la levano venerdì”.
B (tra sé e sé): “proviamo in un altro modo…. Signora Giovanna, non si arrabbi… quando gioca la nazionale, lei cosa grida?”
V: “Non fumo le nazionali, e poi qui non si può fumare… che era bello una volta, con mio marito, buonanima… uscivamo a divertirci, apertivo e sigaretta…”
B: “No le sigarette nazionali… la nazionale di calcio, la partita… cosa dice? Forza…”
V: “Non dico niente… cambio canale. Secondo lei io sto a guardare 11 pirla che rincorrono una palla?”
B: “(meglio assecondarla) ha ragione, signora Giovanna, la penso come lei; nemmeno a me piace il calcio”.
V: “Però il dottore mi ha detto che fa bene, perché se mi rompo il femore, come è successo alla signora Amelia dell’altra stanza, si rischia di restare a letto per sempre… mi ha dato queste pillole per il calcio, secondo lei sono buone?”.
B: “Penso di sì. In realtà io le volevo dire…”.
V: “Basta così, per favore… vorrei adesso riposarmi. Potrebbe aiutarmi a sollevare le gambe nel letto? Ecco così, grazie.. mi avvicinerebbe il telefono? Vorrei parlare con mio nipote… grazie ancora… ora può lasciarmi sola per favore?”.
B (rassegnato): “Ci vediamo allora la prossima settimana… pazienza per la passeggiata di domenica… ho capito, chiudo la porta, vado”.
V (prende il telefono, con voce brillante e molto vitale, completamente diversa dal colloquio precedente): “Matteo? Ci sei? Sono io… come chi? La zia Giovanna… se n’è andato distrutto, te lo posso assicurare… ho messo in moto tutto il campionario: sorda, cieca, dolorante, rincoglionita… è stato perfetto. E puoi stare tranquillo, ho addestrato pure le altre, qui non prenderà nemmeno un voto! Siamo l’ultimo baluardo della resistenza… grazie Matteo, lo sapevi che potevi contare sulla tua zietta… ah, ovviamente vogliamo vedere gli 80 euro nelle pensioni di giugno, altrimenti rischiamo che ci faccia saltare il banco la vecchia cugina di Grillo. Sai, si è infiltrata nel reparto demenza senile…”.


Maurizio Colucci 

lunedì 21 aprile 2014

Le nuove frontiere della TV culinaria

Gruppo di autori televisivi in un interno. Cervelli che fumano, creatività a go go, colpi di genio ed illuminazioni.
“Ragazzi, qui tocca trovare qualcosa da dare ai palinsesti, altrimenti usciamo dal giro e non facciamo più un euro”.
“Bisogna elaborare qualcosa che ci tenga a galla e soprattutto mettere i nostri nomi nei titoli di testa in modo da incassare”.
“Come siete musoni e pessimisti! Io un’idea ce l’avrei: ho pensato un programma di cucina, dove si preparano piatti, magari una gara, si danno ricette…”.
“Ancora un programma di cucina? Ma è stato fatto un po’ tutto. La prova del Cuoco, master chef di ogni tipo, per ogni nazione e ogni categoria, ora pure per i bambini che hanno le papille gustative ferme al cioccolato Kinder. Hanno cucinato le nonne, le casalinghe, i vip, le giornaliste, Cucine da incubo, Orrori da gustare, Cotto e mangiato… ci manca solo digerito e cag…”.
“Ecco qua, il solito volgare e di mentalità chiusa! Ma vedi che ancora il genere non è stato sfruttato fino in fondo, a la gente piace, il mangiare, le ricette.... ancora si può fare di più”.
“Mi stai dicendo di raschiare il fondo del barile?!”.
“Io la considererei più un’esplorazione… sentite qua: ho in mente qualcosa sulle mense dei poveri… una giuria scelta, un paio di barboni, due extracomunitari, come presidente un padre separato costretto sul lastrico dalla ex moglie, tanto per cavalcare l’attualità…”.
“Un tour tra le mense dei poveri italiane, magari una gara…”.
“Meraviglioso! E lo potremmo intitolare: “Masterchef straccioni”
“No, troppo neorealista… forse sarebbe meglio “Cibo per tutti!”
“Uhm… troppo manifesto Forza Italia… e se lo intitolassimo “Vota la mensa”? Semplice, ma enigmatico…”
“Tu con i titoli sei sempre stato il migliore di noi....”.
“Ragazzi, non ho finito. Ho altre idee! Si dice che in tv ormai si cucina da mattina a sera, ma non è vero del tutto. Allora ho già pensato una striscia da terza serata, e qui il titolo ce l’ho già pronto: “Lo Spuntino di Mezzanotte”.
“Bravo! Ma che fai, ti droghi per farti venire ‘ste pensate?”.
“Ci mettiamo qualche presentatrice bona, sexy ma non troppo, magari visto l’orario aggiungiamo pure una rubrica pruriginosa sui cibi afrodisiaci… credete a me! Freghiamo pure Porta a Porta”.
“Siamo un gruppo eccezionale! Eravamo solo un po’ arrugginiti, ma ormai i nostri cervelli si sono messi in moto”.
“Ok ragazzi, carta e penna, computer, tablet e fissiamo ogni cosa nero su bianco. Contattiamo al solito tutti, Rai, Mediaset, Sky, e mi raccomando… occhio alla concorrenza e al plagio. Teniamo tutto segreto”.
“Un attimo, colleghi! A questo punto perché non ampliare gli orizzonti? Una competizione accesa tra le mense ospedaliere, usl contro usl, reparti selezionati di moribondi che giudicano brodini e polpette, cucina da corsia, piatti per patologie specifiche, diabetici contro dializzati e altre gare di questo tipo…”.
“Cucina Terminale!”.
“Questo sì che è un titolo terrificante…. e geniale! Ma come fai?! È inutile, sei una spanna sopra tutti noi… Sei il nostro D’Annunzio!”.


Maurizio Colucci

domenica 23 febbraio 2014

Priorità del Paese: riformare Sanremo!


L’Italia è attanagliata dalla crisi, in sofferenza cronica, sempre sull’orlo del baratro, bisogna mettere mano alle riforme, non si possono più rinviare, bisogna individuare le priorità, e io inizierei da quella che  in questo momento sta più a cuore agli Italiani: il festival di Sanremo. Eccovi quattro buone proposte documentate per fare la madre di tutte le riforme.
Sanremo Reunion. Con il recente calo d’ascolti, ci sarebbe solo un modo per riportare in auge il festival nazionale: le reunion di band e sodalizi famosi. Si dice che Riccardo Fogli sarebbe pronto a riunirsi nuovamente con i Pooh e si riprenderebbero pure il batterista Stefano D’Orazio. Le trattative sono in corso, anche se il Fogli vorrebbe fare la voce solista travestito da Patti Pravo, dopo i recenti successi di “Tale e quale show”. “Il biondo fluente mi dona”, avrebbe dichiarato il cantante ormai in evidente crisi d’identità. Ma la reunion più gettonata sarà quella di Al Bano e Romina. Se in Russia ha funzionato, perché non dovrebbe funzionare in Italia? A quanto pare, il grande Carrisi sarebbe pronto anche a mettere incinta nuovamente la bella Romina. “Io i contratti sono abituato a firmarli così”, ha affermato tra lo stupore generale.
Sanremo Revolution. Negli ultimi tempi al Festival fanno notizia solo le contestazioni fuori programma, i due operai sulla balaustra di quest’anno, le proteste contro Crozza l’anno scorso, solo per fare un esempio. Allora perché non sfruttare il filone? Nella prima serata un gruppo di cassintegrati si attaccherà al sipario chiedendo la lettura di un comunicato. Nella seconda serata un gruppo di precari della scuola (di cui mi onoro di fare parte) interromperà la gara cantando a squarciagola per 98 minuti di seguito “La pappa col pomodoro”. Nella terza serata un gruppo di disoccupati occuperà le prime file riservate ai vip, minacciando di far sgonfiare le labbra della Parietti. Nella quarta serata un gruppo di barboni senza tetto e immigrati sequestrerà la giuria di qualità; purtroppo nessuno si accorgerà dell’assenza. Infine, la quinta serata non si svolgerà, perché durante la sigla scoppierà una bomba abilmente nascosta tra la barba del maestro Beppe Vessicchio.
Sanremo Normal. Si tratta della versione standard, senza troppi accessori, solo riveduta e corretta. Si prendono alcuni cantanti capaci, possibilmente in grado di cantare intonati un pezzo di circa 3 minuti; si prendono alcuni autori in grado di scrivere canzoni belle, almeno piacevoli, magari studiando un po’ come si scrive una canzone; aggiungi un presentatore brillante, possibilmente competente; qualche ospite qua e là non invadente ma allo stesso tempo importante, e potrebbe uscire un prodotto gradevole, forse non leggendario, insomma qualcosa di passabile, che lasci due o tre canzoni e lanci due o tre giovani bravi. Mi sembra però una proposta troppo normal…
Sanremo Renzi. E in ultimo… Sanremo Renzi! Sì, cari lettori, avete capito bene: proprio il neopremier. Gira voce che dopo la recente conferenza stampa, in cui si parlava anche del futuro dei presentatori di Sanremo, al buon Fabio sia arrivato un tweet di Renzi: “Fazio stai tranquillo!”. A quanto sembra il Premier si sta preparando un futuro: Sanremo si tiene in febbraio, “e chi ci dice che a febbraio 2015 noi siamo ancora qui a Palazzo Chigi?” (dichiarazione proveniente dall’entourage del Presidente del Consiglio). Sempre dal cerchio magico di Renzi saltano fuori altri retroscena: “La Boschi mi fa la valletta bionda; poi mi toccherà parlare con Angelino: se la Di Girolamo accetta, mi fa la valletta bruna e il più è fatto!”.


Maurizio Colucci