domenica 6 novembre 2011

La potenza guaritrice della preghiera

Secondo molti studiosi la fede aiuterebbe a guarire più facilmente


Gli Stati Uniti, si sa, sono la patria delle statistiche. È ormai quasi una moda indagare su tutto, quantificare ogni fenomeno e farlo diventare così banalmente calcolato. Anche le manifestazioni spirituali sono state analizzate con scrupolosità, in particolare il rapporto tra fede e salute.

Diverse volte sono stati studiati dei campioni e sempre si è ottenuto lo stesso risultato: oltre l’ottanta per cento di coloro che praticavano la preghiera riuscivano a vincere meglio le malattie, in particolare il tumore. Di conseguenza è sorta un’ulteriore statistica legata alla durata della vita. Pure in questo caso si è potuto evidenziare che coloro che professavano una fede vivevano di più dei miscredenti. Nonostante ciò, il fenomeno resta del tutto da studiare per la nostra scienza. In effetti le statistiche condotte sono prive di ogni pregiudizio ideologico e sono state condotte con scrupolosità scientifica. Si è potuta quindi sottolineare una connessione tra la religione e i miglioramenti negli stati di salute, ma ancora non si capisce il perché. Forse tutto il segreto sta come al solito nella psiche umana, che è capace di suggestionarsi, di “autoguarirsi”. Anche se fosse una semplice suggestione, ben venga. C’è chi dice inoltre che ancora oggi non siamo in grado di conoscere le capacità immense del nostro organismo. L’ipotesi è che la preghiera o in generale l’ottimismo prodotto dalla fede mettano in moto nella mente dei meccanismi di guarigione, ignoti alla scienza contemporanea. È questa per molti la spiegazione riguardante i miracoli attribuiti ai beati e ai santi, come le regressioni improvvise dei cancri. E quando il miracolo è sotto lo sguardo di tutti, dove bisogna trovare il fondamento scientifico? Molti ricordano ancora il prodigio avvenuto a Lourdes negli anni cinquanta, quando una donna che zoppicava perché aveva gli arti di dimensioni diverse, uscì dalla piscina miracolosa con una gamba più lunga di dieci centimetri. Qui il discorso si complica e anche la scienza deve abbassare un po’ le sue armi. Perché se bastasse soltanto convincere una persona di essere guarita per farla guarire realmente sarebbe un gioco troppo semplice. E poi quale malato non ha già in se stesso un fortissimo desiderio di ottenere pienamente la salute? Dunque, certamente non tutte le guarigioni attribuite alla preghiera sono da ascrivere alla potenza della fede, ma neanche tutte le guarigioni che sembrano essere frutto della suggestione possono essere spiegate scientificamente. Resta il fatto che molte volte l’uomo soltanto quando si trova nella malattia si ricorda di Dio, e magari la preghiera appare l’unico conforto che nemmeno il più bravo psicologo saprebbe dare.

Maurizio Colucci 

1 commento:

  1. Nel dolore ci sentiamo un solo corpo con Gesù, solo in Lui ci sentiamo confortati, perchè lui può capire il nostro dolore anche fisico, solo Lui capisce il disagio di chi sta male e lo comprende fino allafine.Lui ti sussurra all'orecchio :IO ci sono , sono qui con te e ti tengo la mano ...insieme andremo ovunque.
    Grazie Maurizo per queste parole di conferma.

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