Quando lo Spirito
arriva,
come il venticello di
Elia,
puoi coprirti il volto,
accorgerti di Lui con
un sorriso.
Lo Spirito giunge
durante le pause,
anche brevi, minuti,
attimi,
riaffiora, emerge,
e l’anima vibra, suona.
Lo Spirito arriva
e ti ricorda l’amore,
un amore più forte di
ogni cosa,
d’improvviso non hai
bisogno di nulla,
amore più forte della
morte.
Certe volte si avvicina
senza preghiera,
solo un’invocazione
remota,
il respiro dell’esistenza,
risposta ad orazioni
dimenticate,
ma non presso Dio, non
dalle sue orecchie.
Giunge allora lo
Spirito,
sempre invocato e sempre
presente,
dai quattro venti
e dal cuore di Cristo,
dalle profondità di Dio
o dal sigillo immortale
dell’uomo.
Allora la bocca si apre
alla gioia
perché vedi il senso
nelle cose
e provvidenza nella
storia
e negli uomini semi d’eternità.
Giunge lo Spirito
e lascia sulle labbra e
nel cuore
il gusto di Dio.
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