Come una vecchia canzone
napoletana, allegra e festosa,
passerò in rassegna gli ingredienti,
quaranta,
una perla per volta,
raccolte attorno al filo
della mia semplice poesia.
Uno, bellezza che salta agli occhi
tranquilla, impasto di mare freddo,
scogli vivi e colline dal sole baciate.
Due, capelli dono del mediterraneo
arabo.
Tre, occhi, luci grandi e profonde,
strappati in eredità dal figlio.
Voce giovane, dolce e sottile,
risuona come flauto nell’aria.
Voce forte, potente e impetuosa,
armonici come onda di risacca.
Parola, pronta e accurata,
acutezza, sguardo che penetra,
testardaggine, ostinazione, fermezza,
come un canna di bambù
spesso incrinata e mai spezzata.
Fierezza, orgoglio, dignità,
pienamente donna e madre,
naturale eleganza senza sfarzo,
femminilità che fa innamorare.
Venti, pazienza laboriosa,
fatica, ansia, empatia.
Fede provata, preghiera libera,
pudore innato, speranza tormentata.
Gioiosi slanci improvvisi
e piedi ben saldi a terra,
sempre vigile come orsa sui cuccioli.
Trentuno è l’amore incondizionato
e geloso che mi accompagna
sin dentro i cromosomi.
Intelligenza fervida, passione
culturale,
felice curiosità che sa e conosce.
Trentacinque è la perla della saggezza,
trentasei, amore per la vita,
e poi timidezza che nasconde,
commozione che l’interno svela,
tenacia fino alla rabbia.
E quaranta, perla che chiude
come gancio la collana,
c’è la famiglia, la sua missione
generosa,
il nido dono,
luogo della nostra poesia
fatta di rumori e ritmi uguali,
di progetti non realizzati
e di sogni vissuti,
spazio della nostra vita al quale,
Daniela,
continui instancabile a dare forma.
GRAZIE 22-6-2010
Maurizio
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