domenica 23 febbraio 2014

Priorità del Paese: riformare Sanremo!


L’Italia è attanagliata dalla crisi, in sofferenza cronica, sempre sull’orlo del baratro, bisogna mettere mano alle riforme, non si possono più rinviare, bisogna individuare le priorità, e io inizierei da quella che  in questo momento sta più a cuore agli Italiani: il festival di Sanremo. Eccovi quattro buone proposte documentate per fare la madre di tutte le riforme.
Sanremo Reunion. Con il recente calo d’ascolti, ci sarebbe solo un modo per riportare in auge il festival nazionale: le reunion di band e sodalizi famosi. Si dice che Riccardo Fogli sarebbe pronto a riunirsi nuovamente con i Pooh e si riprenderebbero pure il batterista Stefano D’Orazio. Le trattative sono in corso, anche se il Fogli vorrebbe fare la voce solista travestito da Patti Pravo, dopo i recenti successi di “Tale e quale show”. “Il biondo fluente mi dona”, avrebbe dichiarato il cantante ormai in evidente crisi d’identità. Ma la reunion più gettonata sarà quella di Al Bano e Romina. Se in Russia ha funzionato, perché non dovrebbe funzionare in Italia? A quanto pare, il grande Carrisi sarebbe pronto anche a mettere incinta nuovamente la bella Romina. “Io i contratti sono abituato a firmarli così”, ha affermato tra lo stupore generale.
Sanremo Revolution. Negli ultimi tempi al Festival fanno notizia solo le contestazioni fuori programma, i due operai sulla balaustra di quest’anno, le proteste contro Crozza l’anno scorso, solo per fare un esempio. Allora perché non sfruttare il filone? Nella prima serata un gruppo di cassintegrati si attaccherà al sipario chiedendo la lettura di un comunicato. Nella seconda serata un gruppo di precari della scuola (di cui mi onoro di fare parte) interromperà la gara cantando a squarciagola per 98 minuti di seguito “La pappa col pomodoro”. Nella terza serata un gruppo di disoccupati occuperà le prime file riservate ai vip, minacciando di far sgonfiare le labbra della Parietti. Nella quarta serata un gruppo di barboni senza tetto e immigrati sequestrerà la giuria di qualità; purtroppo nessuno si accorgerà dell’assenza. Infine, la quinta serata non si svolgerà, perché durante la sigla scoppierà una bomba abilmente nascosta tra la barba del maestro Beppe Vessicchio.
Sanremo Normal. Si tratta della versione standard, senza troppi accessori, solo riveduta e corretta. Si prendono alcuni cantanti capaci, possibilmente in grado di cantare intonati un pezzo di circa 3 minuti; si prendono alcuni autori in grado di scrivere canzoni belle, almeno piacevoli, magari studiando un po’ come si scrive una canzone; aggiungi un presentatore brillante, possibilmente competente; qualche ospite qua e là non invadente ma allo stesso tempo importante, e potrebbe uscire un prodotto gradevole, forse non leggendario, insomma qualcosa di passabile, che lasci due o tre canzoni e lanci due o tre giovani bravi. Mi sembra però una proposta troppo normal…
Sanremo Renzi. E in ultimo… Sanremo Renzi! Sì, cari lettori, avete capito bene: proprio il neopremier. Gira voce che dopo la recente conferenza stampa, in cui si parlava anche del futuro dei presentatori di Sanremo, al buon Fabio sia arrivato un tweet di Renzi: “Fazio stai tranquillo!”. A quanto sembra il Premier si sta preparando un futuro: Sanremo si tiene in febbraio, “e chi ci dice che a febbraio 2015 noi siamo ancora qui a Palazzo Chigi?” (dichiarazione proveniente dall’entourage del Presidente del Consiglio). Sempre dal cerchio magico di Renzi saltano fuori altri retroscena: “La Boschi mi fa la valletta bionda; poi mi toccherà parlare con Angelino: se la Di Girolamo accetta, mi fa la valletta bruna e il più è fatto!”.


Maurizio Colucci

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