lunedì 21 aprile 2014

Le nuove frontiere della TV culinaria

Gruppo di autori televisivi in un interno. Cervelli che fumano, creatività a go go, colpi di genio ed illuminazioni.
“Ragazzi, qui tocca trovare qualcosa da dare ai palinsesti, altrimenti usciamo dal giro e non facciamo più un euro”.
“Bisogna elaborare qualcosa che ci tenga a galla e soprattutto mettere i nostri nomi nei titoli di testa in modo da incassare”.
“Come siete musoni e pessimisti! Io un’idea ce l’avrei: ho pensato un programma di cucina, dove si preparano piatti, magari una gara, si danno ricette…”.
“Ancora un programma di cucina? Ma è stato fatto un po’ tutto. La prova del Cuoco, master chef di ogni tipo, per ogni nazione e ogni categoria, ora pure per i bambini che hanno le papille gustative ferme al cioccolato Kinder. Hanno cucinato le nonne, le casalinghe, i vip, le giornaliste, Cucine da incubo, Orrori da gustare, Cotto e mangiato… ci manca solo digerito e cag…”.
“Ecco qua, il solito volgare e di mentalità chiusa! Ma vedi che ancora il genere non è stato sfruttato fino in fondo, a la gente piace, il mangiare, le ricette.... ancora si può fare di più”.
“Mi stai dicendo di raschiare il fondo del barile?!”.
“Io la considererei più un’esplorazione… sentite qua: ho in mente qualcosa sulle mense dei poveri… una giuria scelta, un paio di barboni, due extracomunitari, come presidente un padre separato costretto sul lastrico dalla ex moglie, tanto per cavalcare l’attualità…”.
“Un tour tra le mense dei poveri italiane, magari una gara…”.
“Meraviglioso! E lo potremmo intitolare: “Masterchef straccioni”
“No, troppo neorealista… forse sarebbe meglio “Cibo per tutti!”
“Uhm… troppo manifesto Forza Italia… e se lo intitolassimo “Vota la mensa”? Semplice, ma enigmatico…”
“Tu con i titoli sei sempre stato il migliore di noi....”.
“Ragazzi, non ho finito. Ho altre idee! Si dice che in tv ormai si cucina da mattina a sera, ma non è vero del tutto. Allora ho già pensato una striscia da terza serata, e qui il titolo ce l’ho già pronto: “Lo Spuntino di Mezzanotte”.
“Bravo! Ma che fai, ti droghi per farti venire ‘ste pensate?”.
“Ci mettiamo qualche presentatrice bona, sexy ma non troppo, magari visto l’orario aggiungiamo pure una rubrica pruriginosa sui cibi afrodisiaci… credete a me! Freghiamo pure Porta a Porta”.
“Siamo un gruppo eccezionale! Eravamo solo un po’ arrugginiti, ma ormai i nostri cervelli si sono messi in moto”.
“Ok ragazzi, carta e penna, computer, tablet e fissiamo ogni cosa nero su bianco. Contattiamo al solito tutti, Rai, Mediaset, Sky, e mi raccomando… occhio alla concorrenza e al plagio. Teniamo tutto segreto”.
“Un attimo, colleghi! A questo punto perché non ampliare gli orizzonti? Una competizione accesa tra le mense ospedaliere, usl contro usl, reparti selezionati di moribondi che giudicano brodini e polpette, cucina da corsia, piatti per patologie specifiche, diabetici contro dializzati e altre gare di questo tipo…”.
“Cucina Terminale!”.
“Questo sì che è un titolo terrificante…. e geniale! Ma come fai?! È inutile, sei una spanna sopra tutti noi… Sei il nostro D’Annunzio!”.


Maurizio Colucci

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