Gruppo
di autori televisivi in un interno. Cervelli che fumano, creatività a go go,
colpi di genio ed illuminazioni.
“Ragazzi,
qui tocca trovare qualcosa da dare ai palinsesti, altrimenti usciamo dal giro e
non facciamo più un euro”.
“Bisogna
elaborare qualcosa che ci tenga a galla e soprattutto mettere i nostri nomi nei
titoli di testa in modo da incassare”.
“Come
siete musoni e pessimisti! Io un’idea ce l’avrei: ho pensato un programma di
cucina, dove si preparano piatti, magari una gara, si danno ricette…”.
“Ancora
un programma di cucina? Ma è stato fatto un po’ tutto. La prova del Cuoco,
master chef di ogni tipo, per ogni nazione e ogni categoria, ora pure per i
bambini che hanno le papille gustative ferme al cioccolato Kinder. Hanno
cucinato le nonne, le casalinghe, i vip, le giornaliste, Cucine da incubo, Orrori
da gustare, Cotto e mangiato… ci manca solo digerito e cag…”.
“Ecco
qua, il solito volgare e di mentalità chiusa! Ma vedi che ancora il genere non
è stato sfruttato fino in fondo, a la gente piace, il mangiare, le ricette....
ancora si può fare di più”.
“Mi
stai dicendo di raschiare il fondo del barile?!”.
“Io
la considererei più un’esplorazione… sentite qua: ho in mente qualcosa sulle
mense dei poveri… una giuria scelta, un paio di barboni, due extracomunitari,
come presidente un padre separato costretto sul lastrico dalla ex moglie, tanto
per cavalcare l’attualità…”.
“Un
tour tra le mense dei poveri italiane, magari una gara…”.
“Meraviglioso!
E lo potremmo intitolare: “Masterchef straccioni”
“No,
troppo neorealista… forse sarebbe meglio “Cibo per tutti!”
“Uhm…
troppo manifesto Forza Italia… e se lo intitolassimo “Vota la mensa”? Semplice,
ma enigmatico…”
“Tu
con i titoli sei sempre stato il migliore di noi....”.
“Ragazzi,
non ho finito. Ho altre idee! Si dice che in tv ormai si cucina da mattina a
sera, ma non è vero del tutto. Allora ho già pensato una striscia da terza
serata, e qui il titolo ce l’ho già pronto: “Lo Spuntino di Mezzanotte”.
“Bravo!
Ma che fai, ti droghi per farti venire ‘ste pensate?”.
“Ci
mettiamo qualche presentatrice bona, sexy ma non troppo, magari visto l’orario
aggiungiamo pure una rubrica pruriginosa sui cibi afrodisiaci… credete a me!
Freghiamo pure Porta a Porta”.
“Siamo
un gruppo eccezionale! Eravamo solo un po’ arrugginiti, ma ormai i nostri
cervelli si sono messi in moto”.
“Ok
ragazzi, carta e penna, computer, tablet e fissiamo ogni cosa nero su bianco.
Contattiamo al solito tutti, Rai, Mediaset, Sky, e mi raccomando… occhio alla
concorrenza e al plagio. Teniamo tutto segreto”.
“Un
attimo, colleghi! A questo punto perché non ampliare gli orizzonti? Una
competizione accesa tra le mense ospedaliere, usl contro usl, reparti
selezionati di moribondi che giudicano brodini e polpette, cucina da corsia,
piatti per patologie specifiche, diabetici contro dializzati e altre gare di
questo tipo…”.
“Cucina
Terminale!”.
“Questo
sì che è un titolo terrificante…. e geniale! Ma come fai?! È inutile, sei una
spanna sopra tutti noi… Sei il nostro D’Annunzio!”.
Maurizio
Colucci
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