Chi
troverà la chiave d’interpretazione? Chi riuscirà ad aprirci ai misteri della
mente umana? Quando avremo le risposte necessarie sull’illimitata creatività
dell’Homo sapiens? Tutti allo studio, sociologi, antropologi, psicologi, psichiatri,
esperti di neurolinguistica, filosofi e teologi, preti e giornalisti,
farmacisti e docenti, opinionisti, Bruno Vespa (che è una categoria a parte…),
studenti universitari, tesi di laurea, varie ed eventuali… prima o poi ci
diranno cos’è il selfie!
Innanzitutto
il selfie è un autoscatto. Avete presente quello che si faceva venti trent’anni
fa? Il solito allegrone della compagnia di turno che sistemava la macchinetta
fotografica su un muretto in equilibrio precario, metteva in modalità
autoscatto e faceva una corsa pazza verso il gruppo di amici: ordinariamente di
lui veniva solo mezza testa, ovviamente mossa, quando andava bene. Quando
andava male, l’obiettivo si spostava nel trambusto e al posto della compagnia
allegra in vacanza, fotografava il bracciolo della sedia a sdraio.
Il
selfie è la moda del momento, il segno dei tempi, è il culto dell’immagine per
tutti.
Il
selfie è… dai quindici minuti di celebrità di Warhol ai quindici mi piace su facebook.
Il
selfie è Narciso con lo smartphone.
Il
selfie è una sorta di autoerotismo collettivo! Ma come? Ma non era un piacere
solitario? Il sesso con uno solo, il più perfetto, perché è con qualcuno che si
ama veramente, come ci insegnava Woody Allen? Ed ora? Siamo in presenza di una
specie di autostimolazione erotica di massa! Ma non si diventava ciechi? Qui,
invece, si moltiplicano gli occhi, sul pc, sul cellulare, in tv, nelle riviste
di gossip…
Il
selfie è…. selfie dunque sono.
Il
selfie è sostanzialmente una fotografia venuta male quasi sempre.
Il
selfie è un insieme di smorfie senza senso, dal semplice sorriso fotografico di
rito alle linguacce infantili, dagli sguardi languidi alle labbra fatali delle
ragazze, dalle facce da alcol alle facce da coca, andando sempre più giù, fino
ad arrivare alle facce di c…
Il
selfie è soprattutto l’uccisione del privato, la morte dell’intimità,
un’invasione autodeterminata sui nostri momenti
personali… e condivideremo tutto, persino l’ecografie al fegato, la gastroscopia,
le risonanze magnetiche, le radiografie alla colonna, le tac con mezzo di
contrasto, l’esame urologico... finché non avremo più niente da scoprire
dell’altro o tesori da custodire per noi stessi.
No,
niente, forse ho un po’ esagerato, forse ho volato troppo alto, probabilmente
troppo cervellotico, ho fatto un po’ di filosofia…
perché, in fin dei conti, il selfie è una gran minchiata!
Buone
vacanze e mi raccomando: fotografate tutto!!!
Maurizio
Colucci
Nessun commento:
Posta un commento