In
vista degli Esami di Stato, tutti i ragazzi vicini alla maturità hanno nelle
orecchie la ben nota canzone “Notte prima degli esami”, di Venditti. Viene
cantata come rito scaramantico, magari in riva al mare ad una cena di quinto
accompagnati da un professore narcisista con la chitarra, o, in forma più
moderna, come sottofondo ad un video elaborato al pc da far vedere all’intera
classe. Insomma, mentre suona la canzone, i ragazzi si commuovono, anche i più
duri o fannulloni, si abbracciano, vivono già la nostalgia del distacco.
Allora, per tutti i maturandi abbiamo un’esclusiva unica: siamo riusciti ad
intervistare la famosa Claudia del brano (“Claudia non tremare…. se l’amore è
amore…”). Ci aiuterà finalmente ad sviluppare una chiara esegesi sulla canzone
più famosa degli esami.
Oggi, signora Claudia,
lei è una splendida sessantenne, ma da ragazza a fatto trepidare il cuore del
giovane maturando Venditti.
Intanto
può chiamarmi semplicemente Claudia. Ed è ormai tempo di smentire questa
storia: io non mi sono mai concessa ad Antonello Venditti, né la notte prima
degli esami, né dopo. Le mie cosce sono rimaste chiuse come le chiese quando ti
vuoi confessare… che poi, se ci vai in certe ore a confessarti, certo che trovi
la porta chiusa!
In che senso, signora
Claudia?
Nel
senso che quel Venditti era un bello sporcaccione e poi voleva il prete a
portata di mano per confessarsi. Me lo diceva sempre: “non fermare, ti prego,
le mie mani!”. Con la scusa dei pantaloni americani… avevo comprato un modello
nuovo di jeans che mi faceva le forme niente male e quello? Sempre lì a
guardare, a toccare, “ma sono originali i tuoi calzoni americani?”, e con la
scusa allungava le sue mani sul mio seno.
Ma andiamo a parlare
della sua famiglia… suo padre, suo fratello…
Guardi,
mi lasci stare, ché mio padre non mi ha parlato per un mese dopo che uscita
‘sta canzone… voglio chiarire una cosa una volta per tutte: mio padre non
sembra Dante; ha pure un bel naso, come quello di Richard Gere, per capirci.
Mio fratello non ha nemmeno idea chi fosse Ariosto, pensi che ha preso la terza
media agraria. Ma poi, che faccia aveva ‘sto Ariosto? Ma chi lo ha mai visto?
E la storia degli aerei
tra New York e Mosca? Vivevate la sofferenza della Guerra Fredda?
Ma
quale guerra fredda! Antonello mi portava lì, vicino a Fiumicino e per fare
colpo su di me che ero una sempliciotta si inventava notizie sugli aerei che ci
passavano sulla testa. Quello era il volo Roma-Catania.
Facciamo luce su
un’altra frase misteriosa: “Notte di polizia, certo qualcuno te lo sei portato
via”.
Quella
è vera! Mio zio spacciava anfetamine e proprio prima degli esami è successo un
vero macello a casa mia… lui stava spesso da noi. Non ci viene a spuntare la
volante sotto casa? Aveva nascosto le anfetamine in tutte le stanze. Alcune le aveva
confuse con i sonniferi della nonna. La doveva vedere, mia nonna, quella sera e
i giorni successivi: cantava i Rolling Stones con la voce di Nilla Pizzi, con
tutta la vestaglia aperta sul davanti.
Quindi la sua notte
prima degli esami è stata molto movimentata! Cosa consiglia ai maturandi di
oggi?
Studiate,
studiate seriamente…. anche perché la makumba contro la commissione non
funziona, ve lo posso assicurare. Tutta la notte con mia zia che faceva i
tarocchi… nessun effetto! E mi saluti Antonello, se lo vede… spero ora che è un
anzianotto, che si siano calmati i suoi bollenti spiriti.
Maurizio
Colucci
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