I
lieti giorni del Corona (3)
Diario
semiserio
Bisogna
fare movimento, bisogna trovare una soluzione. Per fortuna, proprio allo
scoppio dell’epidemia, quando ancora da noi era possibile camminare in città,
ero andato ad acquistare un tapis roulant. Il problema è che io e mia moglie ci
saliamo su alla velocità minima e con le ciabatte, nemmeno la forza di volontà
di indossare le scarpe da tennis. L’effetto plastico assomiglia un po’ agli
zombie che ballavano nel video Thriller di Michael Jackson. Il display mi dice
che perdo mediamente dalle 30 alle 50 calorie, mentre so per certo che ne
immetto nell’organismo quotidianamente tra le 2000 e le 4000. Forse lo usiamo
ancora male. L’altro problema è che abbiamo vietato totalmente l’utilizzo a mio
figlio Giosuè (il piccolo, 14 anni); che rimanga con i polpacci ipotonici e con
le gambe gracili come un merlo! Non sono cattivo (o almeno non lo sono in
questo caso). Dovete sapere che Giosuè ha il potere di demolire tutto ciò che
tocca. Sin da quand’era piccolo allungava quel dito, nemmeno fosse un novello
ET, ed esplorava, tastava, controllava, fino a distruggere l’oggetto in
questione. Questa abitudine è presente in lui ancora oggi e non riescono a
limitarla ramanzine, rimproveri, minacce, richiesta di risarcimenti a fondo
perduto quando gli accrediteranno i suoi primi stipendi una volta divenuto
adulto (praticamente le prime quattro mensilità sono già pignorate da me!). Al
momento si è solo lamentato, prova a studiare il funzionamento del tapis
roulant, ha già familiarizzato con la modalità di apertura. Vedremo quanto
resisterà.
“Lavatevi
le mani!!!!”. Scusate… ho introdotto l’urlo di guerra di mia moglie, così fuori
tema, ma non vorrei che dimenticaste che le nostre giornate sono scandite da
questo monito che trafigge l’anima, passando per i timpani (o quel che ne
resta). Qualcuno dei vicini aveva pensato addirittura che fosse parte del
flashmob musical canoro nazionale.
Tornando
a Giosuè… ‘sto ragazzo qualcosa dovrà pur fare. Di sabato e domenica pausa
dalla didattica distanza, grazie a Dio, e allora mi pongo il problema di
educatore di non abbandonarlo chiuso in una stanza con il suo cellulare. Anche
perché l’alternativa sono i giochi online al pc. Quindi ho deciso: per farlo
staccare dal cellulare, visto che gli inviti alla lettura cadono nel vuoto, ho
introdotto la rubrica “un film con papà”. Vai con le saghe, Rocky (dall’uno al
sei, fino agli spin off Creed e Creed 2), Ritorno al Futuro, Indiana Jones,
Karate Kid, e soprattutto i supereroi a partire da Superman (uno e due, dal
terzo in poi non piacevano nemmeno a me da piccolo, obbrobri cinematografici).
Un tuffo negli anni ottanta, perché puoi anche accettare che tuo figlio abbia
conoscenze balbettanti su Manzoni, Boccaccio e Dante… ma non è possibile che non conosca tutte le riprese di Rocky, i
viaggi nel tempo di Michael J. Fox, o che non sappia che la kriptonite fa
venire il coccolone a Superman. Inoltre dalla visione dei film dei supereroi
puoi evincere almeno tre insegnamenti basilari, che naturalmente ho impartito a
mio figlio:
1. Tutti
i vicini dei supereroi hanno seri problemi di fisiognomica: basta un paio di
occhialoni o una mascherina per nascondere la vera identità del protagonista (e
tu sei lì sul divano a pensare: ma che ci vuole? Ma si capisce che Clark Kent è
Superman?”)
2. I
supereroi americani sono tutti, all’osso della storia, varianti di Gesù Cristo,
con l’intero campionario di incarnazione, morte e resurrezione gloriosa e
vincente.
3. Questa
l’ho presa dall’ultima scena di Superman 1, quando Lois Lane muore schiacciata
nella macchina e il Supereroe, con tutta la forza che ha, gira “più veloce
della luce” attorno alla terra in senso inverso, in modo che il tempo torni
indietro e salvi così la sua amata. Ricordate la scena? Quando Superman
svolazza giù, trova Lois per fortuna viva e che non si è resa conto di nulla,
che gli fa un megacazziatone, perché lui quando serve veramente non c’è mai. Ho
tratto allora la morale per mio figlio: caro Giosuè, hai visto bene questa
scena conclusiva? Ricorda, figliolo; puoi anche salvare il mondo, puoi anche
farti in quattro per evitare la catastrofe nucleare, puoi essere anche
Superman, ciò non impedirà alla tua donna di rimproverati e dirti “quando
servi, non ci sei mai!”.
Maurizio
Colucci
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