Puntata n 6 – La ribellione dei gelati
Riassunto delle puntate precedenti: io e mia moglie siamo andati al supermercato per la spesa; dopo qualche fatica siamo riusciti a posteggiare. Digressione sul magnesio bisglicinato e altri prodotti per la salute. Acquistiamo il salmone, ma rigorosamente sockeye. Mi avvicino poi al reparto merendine e biscotti, mi sequestra ciò che ho acquistato perché non conforme ai suoi canoni salutisti, soffro…
Vi ho raccontato dello scontro decisivo davanti al reparto biscotti e merendine. Prima di proseguire è necessaria una digressione: c’è infatti una versione estiva di tale scontro, non più in zona biscotti, ma davanti al banco dei surgelati. Perché in estate l’acquisto di biscotti diminuisce, ma aumenta proporzionalmente quello di gelati!
Io ogni volta mi soffermo, mi lascio incantare dalle confezioni colorate, guardo le novità, seleziono con cura le marche, perché certe aziende producono un tipo di gelato meglio degli altri, mentre per un altro tipo bisogna scegliere dei produttori diversi. Cornetti, cremini, gelato biscotto, versione mini, versione maxi, con la panna, affogati al cioccolato, affogati alla nocciola, affogati in un mondo dolce e disperato, con le mandorle californiane, con le noci australiane, con i pistacchi di Bronte (ma quanto è grande Bronte?!? Tonnellate e tonnellate di pistacchi in tutto il mondo…), e le gocciole gelato e i baci perugina gelato e i ferrero rochè gelato e la nutella gelato, con cuore fondente, con cuore di panna, con cuore di caramello, insomma, sono uno sperimentatore, un esploratore, un uomo in lotta contro forze avverse e sovrastanti, che vogliono impedirmi di riempire il freezer di tutte queste leccornie.
Chi viene a casa mia, infatti, durante i mesi estivi, aprendo il congelatore troverà una grande varietà di gelati, per tutti i palati, per tutti i gusti e per ogni occasione. Vuoi fare merenda? Prendi il biscottone con la panna in mezzo. Vuoi rinfrescarti di sera? Un bel cornetto prima di andare al letto, delizioso con la sua granella di nocciole sopra. Hai fatto un pranzo troppo abbondante? Rinfrescati con una piccola bomboniera per accompagnare il caffè. Ho cercato di analizzare questa mia tendenza, che presenta tratti compulsivi, lo ammetto. Forse è un’immagine dell’infanzia, il desiderio di perpetuare la meraviglia del bambino, quel fanciullo goloso nascosto dietro gli occhiali spessi che si fermava a contemplare il cartellone dell’Algida o quello della Sammontana. Chi di noi non ha desiderato avere nella propria casa, o addirittura nella propria cameretta, il bancone dei gelati e sceglierne ogni volta uno diverso? È uno dei ricordi d’infanzia più belli, quel cartellone di metallo con tutte le immagini dei gelati variopinte stampate sopra, e poi ogni tanto lo aggiornavano con “NOVITÀ”, scritto a caratteri cubitali in rosso o in giallo, e poi si trattava di un nuovo prodotto, una specie di piede rosa molliccio, probabilmente con una quantità di zucchero adatta a testare la curva glicemica, coloranti vietati dalle convenzioni internazionali, agenti chimici di dubbia provenienza, allergeni e conservanti radioattivi prodotti a Chernobyl. Come siamo sopravvissuti alla nostra infanzia resta un mistero, considerando che quando finivamo con gelati e merendine, andavamo a giocare manipolando il Cristal Ball (sul quale gira voce che abbiano trovato la formula nei laboratori di armi chimiche in Siria).
Detto tutto ciò, se avete seguito la puntata precedente, comprenderete quanto sia difficile acquistare gelati con mia moglie. Credo che ancora non abbia trovato una confezione, una marca, una tipologia che possa superare il suo rigido esame di controllo. La gente ci vede davanti ai surgelati fare un tiro e molla, io prendo lei riposa, io nascondo sotto le piadine, lei riprende e con gli occhiali, quei terribili occhiali (glieli devo nascondere prima o poi!) passa ai raggi x tutti gli ingredienti, sentenziando: “Al massimo ti puoi prendere la vaschetta al limone! Ha sempre troppo zucchero, ma almeno contiene meno porcherie”. Ogni tanto riesco a spuntarla, facendo appello al caldo, alle quantità ridotte dei gelatini mini, al fatto che ormai li ho tirati fuori dal banco e quindi si stanno scongelando. Oppure nel modo più semplice, quelle poche volte che vado a fare la spesa da solo. Lei però continua con le minacce: “Anche se li compri, io te li butto. Vuoi vedere?”, e devo fare appello al senso cristiano, ai bambini affamati dell’Africa, che non si butta il mangiare (anche se è cancerogeno), che è peccato. Insomma, l’estate è estenuante!
Non li ha mai buttati, nonostante le dure reprimende, però ha usato i suoi poteri extrasensoriali. Dovete sapere che mia moglie possiede delle doti con caratteristiche più o meno soprannaturali, come dire, delle capacità oltre il reale, delle facoltà di un certo tipo, attitudini che si estrinsecano nel piegare gli eventi verso esiti non sempre felici… insomma, porta sfiga! Per capirci, ricordate i rigori della finale Italia – Francia dei Mondiali 2006? Ecco, lei non li ha visti! Per evitare che il suo potere influenzasse negativamente le nostre italiche fortune, l’abbiamo chiusa in cucina e le comunicavamo via via quando l’Italia segnava. Solo dopo il rigore decisivo di Grosso abbiamo lasciato che uscisse dalla cucina.
Cosa c’entra tutto ciò con i gelatini? L’estate scorsa, a ritorno da un viaggio, apriamo la porta di casa e troviamo il salvavita staccato. Non c’era corrente e da molto tempo, forse più di 24 ore. Ci rivolgiamo verso il frigorifero: tutto da buttare! Il dolore più grande, non solo il mio ma anche dei miei figli, fu aprire il freezer. I gelati! Sofferenza immensa! Tutti i gelati, grandi, piccoli, mignon, medi, il mio bellissimo bancone algida dell’infanzia rinato a casa mia, tutto perduto! E fuori c’erano quasi 40 gradi. Lei? Lei indaffarata a pulire il frigo, un po’ avvilita per le verdure, non ha buttato nemmeno una lacrima per i gelati. Anzi, quasi quasi sorrideva, soddisfatta; aveva avuto la sua vittoria.
“Dove stai andando?”.
“Al supermercato!”, le rispondo.
“Ma siamo appena tornati! Guarda qui quante cose ci sono da fare, non sei stanco?”.
“Ci sono momenti in cui un uomo deve comprendere di che pasta è fatto!”, le rispondo solennemente, come un eroe dei film muscolari americani degli anni ottanta; “Questa volta, no! Non lascerò che mi sovrastino le forse salutiste unite! Esco!”.
Dopo mezz’ora sono tornato con buste piene di confezioni di gelato. I miei figli ancora oggi mi acclamano per questo gesto di ribellione e di forza inaudita! Questa è la mia eredità. Un giorno, ripensando a questo momento scriveranno di queste mie gesta, nelle loro parole assurgerò all’olimpo dei padri supereroi!
(6-continua)
Maurizio Colucci
😋 Mai sconfitta ci sarà nel cuore di chi lotta👏👏 we I gelatini! 👏
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