Puntata n 5 – Lo scontro decisivo
Riassunto delle puntate precedenti: io e mia moglie siamo andati al supermercato per la spesa; dopo qualche fatica siamo riusciti a posteggiare. Digressione sul magnesio bisglicinato e altri prodotti per la salute. Acquistiamo il salmone, ma rigorosamente sockeye. Mi avvicino poi al reparto merendine e biscotti…
“Cos’è quella schifezza che hai in mano?”.
Un grido mi riporta alla realtà. È lei, pronta per la battaglia decisiva!
“Niente… mancano i biscotti, ne prendo qualche pacco in più”.
“E giusto quelli? Fammi vedere!”, me li strappa di mano, inforca gli occhiali, inizia a leggere gli ingredienti:
“Zucchero!”, urla, “guarda quanto ce n’è!”.
“Ma figurati…”, tento timidamente di obiettare.
Afferra anche l’altro pacco di biscotti, una confezione di un azzurro accesso nella quale risalta un frollino a forma di cuore, tempestato di gocce di cioccolato.
“Ma c’è la farina di tipo 2”, provo una piccola resistenza.
“Stai scherzando, vero?”, il tono è sempre più infervorato e il volume adesso è a prova d’imbarazzo. La gente si gira, i commessi ci guardano, alcuni divertiti, altri straniti, altri ancora ci osservano con commiserazione.
Lei grida e io mi vergogno, non per il biscotto ovviamente, ma per la voce troppo alta.
“Per favore, evitiamo di dare spettacolo! La gente pensa che siamo pazzi, amore…”, e nel frattempo trattengo tra le mie mani i biscotti, devo contrastare.
Con un gesto felino lei riesce a sorprendermi, mi ruba i biscotti con violenza, si dirige con passo marziale e spedito allo scaffale, li lascia lì alla rinfusa e va a prendere un pacco di frollini ai grani antichi, immagino siano grani di quando la Sicilia divenne provincia romana nel terzo secolo avanti Cristo: “Prendi questi, hanno sempre troppo zucchero, ma almeno limitiamo i danni! Quelli lì te li puoi scordare… vuoi morire?”, adesso il dialogo è drammatico, per questioni di sintesi vi dico solo che tocca la diagnosi di diverse malattie, tutte più o meno gravi, da quelle croniche a quelle con esito fatale, con una disanima dettagliata del rapporto causa effetto tra ogni singolo ingrediente del biscotto e la salute personale e pubblica dell’intera nazione. Il tutto condito da un balletto di strattonamenti vari, resistenze, e inviti a parlare piano, ti prego, ma ne mangio solo un paio al giorno, fino al filosofico: “una volta si campa nella vita, magari esco da qua e mi cade una tegola in testa”.
Mi controbatte che il parcheggio del supermercato è immenso e non ci sono tetti spioventi, né tantomeno tegole cadenti.
Lo scontro è ancora in atto, mi sento lo zimbello della spesa, devo trovare un diversivo: “Guarda, quello è il ragazzo di cui ti dicevo, quel commesso, il fidanzato di mia cugina… sei tu giusto?”, mi rivolgo al ragazzo.
Il dialogo con presentazioni reciproche sembra aver calmato la furia della mia consorte; capisco che il ragazzo, che ha assistito a tutta la scena precedente, abbia una curiosità indagatoria nei nostri confronti: in poche parole, credo cerchi di comprendere se la nostra stranezza possa avere qualche genere d’influenza sulla sua fidanzata, nonché mia parente. Si rassicura solo quando gli dico che non ci vediamo spesso con mia cugina, “sai, lei fa parte dei cugini piccoli, quindi i nostri incontri sono rari”. Forse è impressione mia, ma mi sembra che il commesso abbia accennato un sospiro di sollievo.
Sono deluso, sconfitto, amareggiato, senza biscotti. Immagino ora la scena di un film, di quelli natalizi hollywoodiani: una bambina impietosita, mi sorride silenziosa, apre la sua manina e mi dona una confezione piccola di frollini con la nutella. Io, in lacrime la ringrazio, e riprendo a vivere nella speranza di un mondo nuovo rallegrato da tanti carboidrati e grassi idrogenati.
Purtroppo non è così, la visione sparisce: ho seguito mia moglie, trascinando il carrello con la forza d’inerzia, siamo davanti ai legumi, un reparto triste e salutare. A pochi metri, però, c’è un banco frigo con tanti formaggi, di ogni tipo, ricotte, pepati, e più avanti olive, piccanti, infornate, ripiene, e poi salami, pezzi di lardo sotto vuoto, pancetta tesa. Sono sconfitto, ma fra poco mi rialzerò per un’altra battaglia!
(5-continua)
Maurizio Colucci
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