In un malaugurato incidente Berlusconi muore. Ancora frastornato per l’accaduto, e senza rendersene pienamente conto, il buon Silvio si trova davanti al Buon Dio.
Dio: “Caro Silvio, è giunto anche per te il tempo del Giudizio”.
Berlusconi: “Giudizio? Ma state scherzando!? Come è possibile!? La salva-premier, il lodo Alfano, inoltre prima ancora la Cirami , le rogatorie, il falso in bilancio, l’ex Cirielli…. Come è possibile questo giudizio?”.
Dio: “Vedi, Silvio, tutti gli uomini quando il tempo si compie devono rendere conto, si devono sottoporre al Giudizio”.
Berlusconi: “Tutti gli uomini! Ma io non sono tutti gli uomini…. ancora con ‘sto giudizio. E poi Lei chi è? Faccio scrivere dal mio avvocato Ghedini un bell’atto di ricusazione, così vedremo se si procederà con questo giudizio”.
Dio: “Mi sa che questo non ha ancora capito la situazione. Pietro, porta qualcosa da bere….”.
Berlusconi: “Lo sapevo! Ci doveva essere lo zampino di Di Pietro. Ti sei fatto crescere la barba ma sei sempre il solito mascalzone…”.
Dio: “Silvio, Silvio… questo farebbe perdere la pazienza al Padre Eterno. Non ci siamo… quello non è Di Pietro! È il capo degli apostoli, il custode del Paradiso, l’apostolo Pietro. Ora hai compreso bene dove ti trovi?
Berlusconi: “Paradiso? Vuol dire che sono morto? Lo sapevo che sarebbe successo… io lo dicevo ai miei avvocati: e va bene l’immunità, però ci vorrebbe una legge per evitare la morte, perché se muoio perdo tutto lo stesso e non posso evitare….”.
Dio: “Il giudizio di Dio!”.
Berlusconi: “Quindi lei sarebbe… cioè… proprio lei… nel senso, la più alta carica, tipo il Presidente Napolitano….”.
Dio: “Sarei io, anzi Io Sono. Dunque, possiamo procedere allora con questo giudizio? Si è reso conto di tutto?”.
Berlusconi: “Se proprio dobbiamo procedere, faccia lei… ma, mi consenta, non potremmo rinviare, che so, fra qualche mese, uno stralcio, una sospensione”.
Dio: “Non se ne parla, qui le regole sono chiare”.
Berlusconi: “Magari una prescrizione… che ne pensa?”.
Dio (alquanto irato): “Allora non hai capito proprio nulla! Qui la tua immunità non vale, bisogna passare per forza dal giudizio!”.
Berlusconi: “Non si arrabbi….vedo dell’ostilità nei miei confronti… secondo me potrei chiedere di ricusare il giudice e di rivolgermi ad un altro tribunale, ci sarà anche da queste parti un’altra procura un po’ più, diciamo così, flessibile. E poi io sono innocente, lo giuro sulla testa dei miei figli”.
Dio: “Eccolo di nuovo con ‘sta storia dei figli. Non si giura, Silvio, lo vuoi capire? Se non era per me, che sono buono, le teste dei tuoi figli sarebbero rotolate via da un pezzo a causa dei tuoi giuramenti. Adesso basta! Stai in silenzio e sottoponiti a giudizio. Qui comando io e le regole le faccio io”.
Berlusconi (a bassa voce tra sé): “Mi ricorda qualcosa questa frase… certo se si potessero cambiare queste benedette regole…”.
Tre mesi dopo Berlusconi si presenta nuovamente al cospetto di Dio: “Mi scusi, Onnipotente, sono qui per le consultazioni”.
Dio: “Consultazioni?”.
Berlusconi: “Sì, ho vinto le elezioni tra gli apostoli, gli arcangeli e tutti i santi e credo che sarò io il nuovo custode del Paradiso”.
Dio: “Il nuovo custode?”.
Berlusconi: “Sì, tutto grazie all’immagine… quel Pietro francamente sapeva di vecchio. Comunque, per il governo sono pronto. A proposito: ho qui un disegno legge che prevede l’immunità per le più alte cariche del Paradiso. Per Lei e la Madonna so che non c’era problema, non avendo voi per costituzione nessuna colpa. Ma sa, io qualche pendenza ancora me la porto dietro…”.
Maurizio Colucci
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