domenica 12 febbraio 2012

I rischi neurologici del pagamento del canone Rai

Questa settimana avrei dovuto esprimermi sulla crisi economica (mentre sto scrivendo ancora non c’è una soluzione chiara sul fallimento della Grecia), di nuovo sulle mazzette dei partiti e degli ex partiti, sulla legge elettorale, sul comandante Schettino. E invece… cosa ha terribilmente attirato la mia attenzione? Cosa ha disturbato il mio quieto vivere? Che cosa ai miei occhi ha assunto un’importanza pari, se non maggiore della crisi istituzionale italiana? La risposta è scarna e solenne: il canone Rai! 112 euro! Ma dico, scherzate?! 112 euro! Basta! Cari finanzieri, ufficiali giudiziari, esattori delle tasse, Presidente Monti e parenti, strozzini legalizzati, riscuoti quote condominiali ed eventuali, sia chiaro per tutti voi: questa volta avevo deciso di non pagarlo, è un’ingiustizia bella e buona! E per cosa poi? La qualità e il livello della Rai sono ai minimi termini, l’informazione è falsata dall’onnipresenza dei partiti, la quantità di pubblicità è lo stesso esorbitante. Mi arriva il bollettino di conto corrente a casa e mi suggeriscono persino le modalità di pagamento: semmai trovi coda alla posta, c’è sempre la ricevitoria, se la ricevitoria ha il terminale guasto c’è la carta di credito, se non hai la carta di credito puoi pagare agli sportelli bancomat autorizzati. Insomma, non si può scappare, in qualche modo devi pagarlo. In un impeto di perfezionismo legalistico, di senso civico al quadrato, di onestà al centesimo, in poche parole di grande coglionaggine… decido di pagare il canone rai (modalità bancomat). Mia moglie cerca garbatamente di dissuadermi, rimembrandomi le svariate spese familiari alle quali dobbiamo far fronte (112 euro!!! Porca miseria!). Ma io, inflessibile, non ascolto le sirene della ribellione fiscale; scendo dall’auto, traggo fuori dal portafoglio la carta bancomat e la infilo nell’apposita entrata. Codice pin, clicca di qua, clicca di là, codice abbonamento, codice cliente, e finalmente appaiono lì i famosi 112 euro (112 euro!!! Cavolo… con 112 euro ci campo tre giorni! Questi infami mi stanno fregando tre giorni del mio umile sostentamento). Mentre il bancomat fa il suo corso vado quasi in trance. E vedo, come d’incanto, la destinazione dei miei 112 euro. Vedo le cosce di Alba Parietti, le sue labbra a gommone, e lei che parla, parla, e straparla, su tutto lo scibile umano. Vedo Giletti con lo sguardo compenetrato e i capelli tinti che tanto piacevano a Del Noce, vedo quelli dell’Isola dei Famosi farsi la vacanza esotica gratis con i miei 112 euro, vedo Bruno Vespa con quelli della strage di Erba, con l’omicidio di Perugia, con la vicenda di Sarah Scazzi, e il criminologo e la sessuologa e lo psicologo e l’opinionista e Don Mazzi (ma andasse una volta a dire messa!). Il momento di trance continua, il brusio del bancomat non mi desta, e ancora quelle tre cifre, 112, mi balenano davanti… e vedo gli pseudovip di ballando con le stelle, uomini e gentiluomini, pattinando sul ghiaccio (si rompessero l’osso del collo una buona volta…); tutti io li pago! E Mara Venier e poi quelli dell’Italia sul 2 e Antonella Clerici che mangia come un battaglione di paracadutisti alla faccia nostra e quegli odiosi bambini canterini, anche Simona Izzo (secondo me le pago pure il vestito con la spalla perennemente cadente), e Cristiano Malgioglio, noooooo! Pure Cristiano Malgioglio è pagato con i miei 112 euro, questo proprio non lo posso sopportare, c’è un limite a tutto, Cristiano Malgioglio no, non e poi no…..

Mi sono risvegliato in un letto d’ospedale, penso fosse alla Neuro, ho aperto gli occhi e nella visione appannata ho incontrato l’espressione dolce di mia moglie. “Perché mi trovo qui?”, le ho chiesto, “cosa mi hanno fatto?”.

“Niente caro”, ha risposto lei, “sei stato veramente male, ti hanno fatto di tutto e di più…. come la Rai!”.



Maurizio Colucci

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