venerdì 16 marzo 2012

Dio e la Guerra: un rapporto inventato dalla storia

La Bibbia, il Corano e la Guerra Santa di Bin Laden


Uccidere in nome di Dio, una cosa illogica per la nostra civiltà occidentale. Eppure non è stato sempre così. Dio e la guerra sono andati molte volte a braccetto, anche se certamente il Signore da lassù non ha mai approvato questa accoppiata. Nella Bibbia ci sono delle pagine che potrebbero risultare a dir poco “scandalose” per orecchie abituate a sentire il messaggio di perdono e di pace di Cristo. Eppure buona parte dell’Antico Testamento è occupato da guerre e devastazioni. Come poteva permettere il Signore, lo stesso Dio di Gesù, che un popolo sterminasse un altro popolo? Questo mistero fa parte della pedagogia della Storia della Salvezza. È come se Dio si adattasse alla mentalità del tempo, segue il popolo d'Israele nelle sue vicende, lo porta pian piano fino alla piena rivelazione, che avverrà soltanto nel Vangelo. Duemila anni prima di Cristo gli Ebrei non avrebbero compreso il messaggio del perdono e dell’amare i nemici, e quindi la Sacra Scrittura si estende in una rivelazione progressiva. Nel Nuovo Testamento infatti non troviamo nessuna menzione di guerre, tranne quelle celesti nell’Apocalisse, combattute da San Michele contro Satana. L’annuncio cristiano è senza ombra di dubbio una parola di pace, di misericordia, di non violenza, per dirlo con i termini contemporanei. Purtroppo però la Chiesa nei secoli ha tollerato, e in certi casi addirittura promosso, l’uso della violenza per questioni religiose. Gli eretici venivano impiccati o bruciati, le streghe idem arrostite, Ebrei e Mussulmani subivano torture. Non bisogna negare comunque che ciò talvolta faceva molto comodo ai governi europei, sempre pronti per reprimere le frange ribelli della popolazione a trovare la scusa dell’eresia o della stregoneria. Guardando altri testi sacri, possiamo affermare che il Corano ammette la violenza soltanto in caso di autodifesa. Anche qui  però la storia ha preso un altro corso. Mischiando insieme religione e mire espansionistiche, i Califfi muovevano guerra ai regni cristiani, certamente più per ragioni di potere che di fede. Ma per armare un esercito di povera gente, si sa bene, bisogna dargli delle motivazioni profonde, capaci di toccare l’intimo; e cosa c’è di meglio a questo scopo della religione? In questi ultimi tempi sembriamo appunto ripiombati nel Medioevo: di là Bin Laden che chiede la sollevazione islamica in nome di Allah (e non in nome dei suoi interessi economici, riguardanti i pozzi petroliferi dell’Arabia); dall’altro gli occidentali che chiedono a Dio come mai non interviene, come mai lascia che questi fanatici ci facciano del male così liberamente. Lo ribadiamo: Dio rispetta così tanto l’uomo, ogni uomo, e non intacca la sua libertà, anche quando questa può causare del male. Riguardo al perché permetta tutto questo, posso dire soltanto che sarà la prima domanda che gli farò quando lo incontrerò lassù.



Maurizio Colucci 

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