mercoledì 7 marzo 2012

Lucio Dalla appare di notte a Lucia Annunziata

Casa di Lucia Annunziata, due di notte. La giornalista è in piena fase rem ben accoccolata sotto il suo piumone. D’improvviso arriva un alito di vento, poi un soffio più corposo, l’Annunziata inizia ad agitarsi nel giaciglio. Lo spiffero diventa man mano più forte, un rumore assordante, le imposte si aprono da sole, la giornalista svegliata di soprassalto strabuzza gli occhi e vede una fluorescenza davanti alle persiane.
Lucia Annunziata, alquanto terrorizzata: “Cosa succede? Chi sei? Che scherzo è questo? Cosa sta succedendo?”.
“Calmati, Lucia Annunziata, eminente ed esperta giornalista…”.
Annunziata: “Questa voce… mi sembra di riconoscerla… non può essere…”,
“Sono l’anima di Lucio Dalla!”, la fluorescenza diventa più delineata nei contorni e in effetti appare avvolta in una nebbiolina la sagoma sorridente del cantante.
Annunziata: “Lucio Dalla? E perché sei qua? È una visione sconcertante!”.
Lucio Dalla: “Credimi, Annunziata. Non è che trovarsi te di fronte, nel buio, in piena notte sia meno terrorizzante. Comunque, sono qui perché mi risulta, lì tra le nubi, che tu abbia dichiarato al mondo intero che ero gay e lo hai fatto mentre erano in corso i miei funerali”.
Annunziata: “Ma sai, si tratta di uno scoop giornalistico, avevo una storia da sistemare con l’arcigay per un equivoco… e poi lo sapevano tutti che tu, lei, ella, essa… come ci si rivolge ad un’anima? Hai capito, dai… la sapevano tutti ‘sta storia dell’omosessualità”.
Lucio Dalla: “Rispondimi Annunziata? Io ho fatto qualche dichiarazione in proposito?”.
Annunziata: “No!”.
Lucio Dalla: “Ho mai rivelato il nome di qualche compagno, ho parlato mai del mio orientamento sessuale, ho raccontato ciò che faccio a casa mia?”.
Annunziata: “No”.
Lucio Dalla: “E allora perché ti sei presa la briga di parlare della mia sessualità e tutto questo mentre stavo comodamente nella bara. Sarò morto, ma una sensibilità ce l’ho anch’io”.
Annunziata (riprendendosi dallo spavento): “Ma adesso che sei qui, possiamo risolvere la questione. Io ti registro, tu mi fai una bella dichiarazione e li metto tutti a tacere, preti, moralisti, difensori della privacy, avanti su... allora, sei gay?”.
Lucio Dalla: “Non te lo dico…. E poi io sono un’anima, le anime non hanno sesso. Che facciamo, ci mettiamo a parlare del sesso degli angeli? Volevi parlare di me? Perché non parlare delle mie canzoni, della mia vita d’artista, intervistare i miei amici…”.
Annunziata: “Che noia, però, Dalla! Lo sappiamo che sei bravo, che ci hai fatto sognare con le canzoni, i tuoi testi meravigliosi… ma dimmi ciò che interessa alla gente: dunque, le anime siete come gli angeli, quindi asessuati, vabbè, qualcosa che in fondo si avvicina ai gay. Una dichiarazione su, cosa ti costa?”.
Lucio Dalla: “Oh, Annunziata, mi hai un po’ stufato, vedo che non ascolti e quindi me ne vado (noto che la vena poetica non è trapassata…), ormai sono un angelo e allora me ne volo via”.
Annunziata: “Te ne vai così? Io vorrei sapere che sei venuto a fare! Nessuna dichiarazione, all’inizio pensavo che volessi mandarmi all’inferno e invece niente…. ma, cos’è quest’umido? Ho il pigiama tutto bagnato, cosa mi è successo? Non lasciarmi così!”.
Lucio Dalla: “Eh, cara Annunziata, se avessi parlato delle mie canzoni e non della mia sessualità avresti saputo che cos’è questo senso di umido. Vuoi un piccolo suggerimento? Se io fossi un angelo chissà cosa farei, vi do due ore al massimo poi sulla testa vi piscerei…. Buonanotte Lucia!”.

Maurizio Colucci

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