La mattina successiva si recarono alla casa di Giovanni. Entrarono emozionati, come fosse stata la prima volta.
Ringraziarono innanzitutto Maria per il suo intervento in loro favore.
Poi la Madre del Signore disse a Cleto: “Sono intervenuta perché ho avvertito interiormente la tua preghiera”.
“Ed io sapevo che ci avresti aiutato”, rispose il giovane.
Poi Maria si fece portare un rotolo bianco da Giovanni, si sedette e si mise a scrivere. Il silenzio era incredibile, si ascoltava solo qualche folata di vento che s’infrangeva sulle mura della casa, qualche grido di bambino da lontano e nient’altro. Silenzio, un silenzio di preghiera, di attesa. Maria scriveva molto lentamente, pensando ogni parola e faticando su ogni lettera.
Dopo qualche minuto prese il rotolo: “Voglio che lo leggiate adesso, perché io non so scrivere in greco, sono poche parole in ebraico”.
“Io so leggere l’ebraico”, disse ansioso Apelle, e prese subito in mano lo scritto. Resto un attimo immobile, come a contemplare quelle lettere che gli sembravano venute dal Cielo. Poi lesse lentamente:
Da parte di Maria vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Cristo crocifisso, della tribù di Giuda, della Stirpe di Davide,
Salute a tutti i Messinesi e benedizione da parte di Dio Padre Onnipotente.
Voi tutti, uomini di grande fede, avete mandato presso di me questi ambasciatori. So che avete conosciuto, mediante la predicazione di Paolo eletto, la via della verità, e cioè che nostro Figlio è stato generato da Dio, che è vero Dio e vero Uomo, che dopo la sua risurrezione è asceso al Cielo. Per tale ragione, benedico voi e la vostra città, della quale voglio essere perpetua protettrice.
Nell’anno 42 dalla nascita di Gesù.
Appena Apelle smise di leggere, gli altri piangevano commossi.
“È una lettera d’amore!”, esclamò Cleto, “questa è una vera lettera d’amore! È bello restare qui, ma dobbiamo partire in fretta, dobbiamo far conoscere al resto della nostra città queste parole…”.
“È vero”, rispose Maria, “questa è la mia lettera d’amore per voi!”.
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