venerdì 4 gennaio 2013

Il centro…. che cos’è?


Alla vigilia di una nuova tornata elettorale, durante una campagna elettorale veramente singolare, con quattro o cinque poli a sfidarsi, al sorgere probabile della terza repubblica sulle ceneri non del tutto spente della seconda, una domanda ci affligge e ci tormenta: ma il Centro, cos’è???

Proveremo a rispondere, condensando in poche righe anni ed anni di analisi sociologiche e di dottrine politiche.

Il centro intanto non è né la destra né la sinistra. Qualche volta si è travestito da destra, momentaneamente, per motivi di alternanza, poche volte si è avvicinato alla sinistra, con un po’ di riluttanza.

Il centro è un mito, è il mitico elettore di centro, la casalinga di Voghera, ma anche l’impiegato di Caltanissetta.

Il centro è odiato in pubblico e desiderato in privato, guardato con sufficienza davanti a tutti, e segretamente agognato nei giochi di palazzo.

Il centro è per tutti, per i grandi imprenditori e per i piccoli artigiani, per i megaindustriali e per i contadini in crisi, per i ricchi e per i poveri, per Toto Cutugno e per Branduardi.

Il centro è la terra promessa perché “le elezioni si vincono a centro”, “la DC ha lasciato un vuoto al centro che non è stato colmato”, “il centro è sempre l’ago della bilancia”, e si potrebbe aggiungere “ma io che c’entro?”, o anche “Che centro!”, “facciamo un salto in centro?”, o ancora più efficace “uno a zero e palla al centro!”.

Il centro… il centro… nel centro! Nel centro c’è Monti, Montezemolo, Della Valle, Casini, Cesa, Buttiglione, Fini, Pionati e poi via via sempre più in basso… (scusate, ho sbagliato, Pionati andava messo prima di Fini…).

Nel centro è tutto un fiorire di liste, listini, partitini, simboli, federazioni, movimenti e fondazioni, gruppi misti, gruppuscoli, forse corpuscoli, monogruppi, cespugli, dei partiti più grandi alcuni rimasugli, uomini di peso e pesi, uomini e omuncoli, talvolta ladruncoli, orfani della Balena bianca e padri di minuscoli girini.

Il centro è come un orfano che piange, come una vedova sconsolata, come una fidanzata tradita, che vaga di strada in strada, di parlamento in consiglio regionale, di circoscrizione in condominio, disperandosi e chiedendosi: “Ma Mastella…. Che fine ha fatto?”.

Il centro è popolare, pure nazionale, solidale, cattolico, liberista e statalista, senza dubbio familista, montiano, degasperiano, sturziano, sotto sotto sempre andreottiano, filoamericano e filoeuropeo, amico d’Israele e compagno dei Palestinesi, legalista e garantista, per la dottrina sociale della Chiesa e per la tessera dei soci dei Lions, per i valori non negoziabili con uno sguardo ai valori depositabili, meridionalista attento alla questione settentrionale, un po’ di destra e un po’ di sinistra, un po’ di Grillo e un po’ di Ingroia, per la bresaola e per la mortadella, per la polenta e per la mozzarella, per il pandoro e per il panettone… comunque, avete capito…. l’importante è che si magna!

 

Maurizio Colucci

1 commento:

  1. bellina, però il centro è davvero l'ago della bilancia...per questo è importante che non si corrompa per inutili accordi e compromessi...

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