Alla
vigilia di una nuova tornata elettorale, durante una campagna elettorale
veramente singolare, con quattro o cinque poli a sfidarsi, al sorgere probabile
della terza repubblica sulle ceneri non del tutto spente della seconda, una
domanda ci affligge e ci tormenta: ma il Centro, cos’è???
Proveremo
a rispondere, condensando in poche righe anni ed anni di analisi sociologiche e
di dottrine politiche.
Il
centro intanto non è né la destra né la sinistra. Qualche volta si è travestito
da destra, momentaneamente, per motivi di alternanza, poche volte si è
avvicinato alla sinistra, con un po’ di riluttanza.
Il
centro è un mito, è il mitico elettore di centro, la casalinga di Voghera, ma
anche l’impiegato di Caltanissetta.
Il
centro è odiato in pubblico e desiderato in privato, guardato con sufficienza
davanti a tutti, e segretamente agognato nei giochi di palazzo.
Il
centro è per tutti, per i grandi imprenditori e per i piccoli artigiani, per i
megaindustriali e per i contadini in crisi, per i ricchi e per i poveri, per
Toto Cutugno e per Branduardi.
Il
centro è la terra promessa perché “le elezioni si vincono a centro”, “la DC ha
lasciato un vuoto al centro che non è stato colmato”, “il centro è sempre l’ago
della bilancia”, e si potrebbe aggiungere “ma io che c’entro?”, o anche “Che
centro!”, “facciamo un salto in centro?”, o ancora più efficace “uno a zero e
palla al centro!”.
Il
centro… il centro… nel centro! Nel centro c’è Monti, Montezemolo, Della Valle,
Casini, Cesa, Buttiglione, Fini, Pionati e poi via via sempre più in basso…
(scusate, ho sbagliato, Pionati andava messo prima di Fini…).
Nel
centro è tutto un fiorire di liste, listini, partitini, simboli, federazioni,
movimenti e fondazioni, gruppi misti, gruppuscoli, forse corpuscoli,
monogruppi, cespugli, dei partiti più grandi alcuni rimasugli, uomini di peso e
pesi, uomini e omuncoli, talvolta ladruncoli, orfani della Balena bianca e
padri di minuscoli girini.
Il
centro è come un orfano che piange, come una vedova sconsolata, come una
fidanzata tradita, che vaga di strada in strada, di parlamento in consiglio
regionale, di circoscrizione in condominio, disperandosi e chiedendosi: “Ma
Mastella…. Che fine ha fatto?”.
Il
centro è popolare, pure nazionale, solidale, cattolico, liberista e statalista,
senza dubbio familista, montiano, degasperiano, sturziano, sotto sotto sempre
andreottiano, filoamericano e filoeuropeo, amico d’Israele e compagno dei
Palestinesi, legalista e garantista, per la dottrina sociale della Chiesa e per
la tessera dei soci dei Lions, per i valori non negoziabili con uno sguardo ai
valori depositabili, meridionalista attento alla questione settentrionale, un
po’ di destra e un po’ di sinistra, un po’ di Grillo e un po’ di Ingroia, per
la bresaola e per la mortadella, per la polenta e per la mozzarella, per il
pandoro e per il panettone… comunque, avete capito…. l’importante è che si
magna!
Maurizio
Colucci
bellina, però il centro è davvero l'ago della bilancia...per questo è importante che non si corrompa per inutili accordi e compromessi...
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