mercoledì 21 maggio 2014

Cesano Boscone, sfida senza esclusione di colpi

Quello che pubblicheremo è un documento esclusivo. Abbiamo messo nella vestaglia di una vecchina (la chiameremo con il nome fittizio di signora Giovanna per mantenere la sua privacy) una microtelecamera. L’abbiamo inserita con la scusa che si trattava di un nuovo modello di peacemaker e spacciandoci per i figli adottivi di una sua cugina di secondo grado, che naturalmente le mandava i più affettuosi saluti dall’al di là. Qual è lo scoop? La vecchina in questione è una degli ospiti della casa di riposo “Sacra Famiglia” di Cesano Boscone, nella quale ogni settimana si reca Silvio Berlusconi. Per la cronaca, l’ex Cavaliere non va lì per fare volontariato. Secondo la lingua italiana volontariato significa compiere un’azione di aiuto a titolo gratuito e spontaneamente. Berlusconi invece lo fa perché costretto dal decreto di un tribunale e perché condannato. Piccola annotazione per tutti i colleghi giornalisti che continuano ad affermare che Berlusconi ogni settimana va a fare volontariato e, a quanto pare, non hanno nessun direttore che li corregga. Ma vi lascio a queste formidabili intercettazioni.
Berlusconi: “Signora Giovanna, come sta? La vedo in splendida forma…”.
Vecchina: “Di nuovo questo è venuto? Ma chi è… sembra quel politico che si vedeva in tv con la marmotta in testa. Era così bravo quel giovane che veniva prima… ora da un paio di settimane c’è questo qui, ‘sto vecchio che ride sempre… ma che c’avrà da ridere!”.
B: “Signora Giovanna, ma la vita è bella, bisogna sorridere! E poi io non sono vecchio…. Su, bella signora… le faccio fare una bella passeggiata con il girello? Domenica si faccia portare fuori”.
V: “Fuori? Ma a fare cosa?”.
B: “Domenica ci sono le elezioni europee!”.
V: “Elezioni? Ma quando ho votato l’ultima volta io, c’era Berlinguer… quello sì che era una brava persona”.
B (tra sé e sé): “Porca miseria, giusto la vecchia comunista mi doveva capitare…. Signora Giovanna, ma i tempi oggi sono cambiati”.
V: “Lo so, i pannoloni ancora non l’hanno cambiati…”.
B: “No i pannoloni (le si deve essere scaricata la batteria dell’apparecchio acustico)… parlavano di nuovi tempi, nuove cose da fare… ad esempio, noi vogliamo cambiare l’euro”.
V: “Ci vada lei alla neuro! Io non sono pazza! Al massimo sono un po’ smemorata… ma guarda questo che impertinente!”.
B: “No la neuro! L’euro, i soldi, la pensione…. Vabbè, lasci stare. Guardi questo bigliettino. Se domenica va a votare questo simbolo, le prometto che potrà avere una nuova dentiera”.
V: “La dentiera? Ah sì, questo sì… mi dà tanto fastidio… lei la sa riparare allora? (Si toglie immediatamente la dentiera dalla bocca e la porge a Berlusconi). Vede qua? Forse la colla non attacca più bene…”
B (alquanto schifato): “Signora Giovanna, forse ha capito male… rimetta la dentiera a posto… (che fatica! È dura questa a convincerla… è stato più facile far cadere il governo Prodi comprandosi 4 senatori). Guardi il bigliettino… lei domenica va al seggio elettorale e indica quel simbolo”.
V: “Non so qual è il sintomo…”
B: “No sintomo, sim-bo-lo!”
V: “Non alzi la voce con me! Sono una signora anziana… non ha nessun rispetto? Cosa vuole con questo bigliettino? Io non vedo nulla, ho la cataratta… forse me la levano venerdì”.
B (tra sé e sé): “proviamo in un altro modo…. Signora Giovanna, non si arrabbi… quando gioca la nazionale, lei cosa grida?”
V: “Non fumo le nazionali, e poi qui non si può fumare… che era bello una volta, con mio marito, buonanima… uscivamo a divertirci, apertivo e sigaretta…”
B: “No le sigarette nazionali… la nazionale di calcio, la partita… cosa dice? Forza…”
V: “Non dico niente… cambio canale. Secondo lei io sto a guardare 11 pirla che rincorrono una palla?”
B: “(meglio assecondarla) ha ragione, signora Giovanna, la penso come lei; nemmeno a me piace il calcio”.
V: “Però il dottore mi ha detto che fa bene, perché se mi rompo il femore, come è successo alla signora Amelia dell’altra stanza, si rischia di restare a letto per sempre… mi ha dato queste pillole per il calcio, secondo lei sono buone?”.
B: “Penso di sì. In realtà io le volevo dire…”.
V: “Basta così, per favore… vorrei adesso riposarmi. Potrebbe aiutarmi a sollevare le gambe nel letto? Ecco così, grazie.. mi avvicinerebbe il telefono? Vorrei parlare con mio nipote… grazie ancora… ora può lasciarmi sola per favore?”.
B (rassegnato): “Ci vediamo allora la prossima settimana… pazienza per la passeggiata di domenica… ho capito, chiudo la porta, vado”.
V (prende il telefono, con voce brillante e molto vitale, completamente diversa dal colloquio precedente): “Matteo? Ci sei? Sono io… come chi? La zia Giovanna… se n’è andato distrutto, te lo posso assicurare… ho messo in moto tutto il campionario: sorda, cieca, dolorante, rincoglionita… è stato perfetto. E puoi stare tranquillo, ho addestrato pure le altre, qui non prenderà nemmeno un voto! Siamo l’ultimo baluardo della resistenza… grazie Matteo, lo sapevi che potevi contare sulla tua zietta… ah, ovviamente vogliamo vedere gli 80 euro nelle pensioni di giugno, altrimenti rischiamo che ci faccia saltare il banco la vecchia cugina di Grillo. Sai, si è infiltrata nel reparto demenza senile…”.


Maurizio Colucci 

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