sabato 21 marzo 2020

I lieti giorni del Corona (7)


I lieti giorni del Corona (7)
Diario semiserio

Riflettevo con mia moglie: e tutti quelli che hanno amanti, doppia vita, flirt extra coniugali, come fanno in questi giorni?
Lui ha quasi sessant’anni ma una passione per una ragazza che ne ha quasi trenta. La ragazza fa la commessa in un negozio di abbigliamento, quindi per ora sta a casa perché l’attività è ferma. Abita lontano, almeno cinque chilometri dall’abitazione di lui. Inoltre, lui è sposato, la moglie è sulla cinquantina, ha deciso di lasciarlo, perché sa tutto, ma è possibile la separazione legale al tempo del coronavirus? E poi “state a casa” e si sa, proprio la casa è uno dei primi problemi della separazione: “vattene da casa”, “ ti butto fuori casa”, “me ne torno a casa da mia madre”, “tornatene a casa da tua madre”, insomma la casa è sempre in mezzo. Allora sopporta, in fondo pure lei ha i suoi scheletri nell’armadio, niente di fisso, lavora in banca, ed ha accettato qualche corteggiamento di troppo, qualche bacio sfiorato ed altro…
Torniamo a lui però, perché è molto preso dalla ragazza giovane. Come raggiungerla? Il cane potrebbe essere un’idea. “E se mi beccano i carabinieri, cinque chilometri da casa mia, cosa gli dico? Scusate ho il guinzaglio troppo lungo? Il cane ha annusato le proprie tracce ed è arrivato fino a qui? E soprattutto… come lo compro un cane adesso in questi giorni?”. Ha fatto innamorare la ragazza con il suo fare da simil intellettuale, dipinge quadri, a suo avviso è un genio incompreso, nemmeno fosse Renato Guttuso, mentre tutti gli artisti attuali di successo sono gente di poco valore venduti al mercato. Il suo impiego sarebbe quello di imbianchino per delle ditte di edilizia, dico sarebbe perché non riesce a tenersi uno straccio di lavoro, ovviamente sempre per colpa degli altri. Perché lui è un artista e vuole guadagnare dipingendo. In poche parole è un specie di fannullone che non ha fatto i conti con lo svanire delle illusioni giovanili. Adesso si trova costretto in casa, con sua moglie che praticamente lo odia, e i suoi due figli, il maschio di 14 anni che ha capito tutto e fa finta di non capire, e la femminuccia di 9 anni, che vive felice ignara di tutto. Dovranno trovare un modo per convivere. Fatta eccezione per il letto matrimoniale (questione di necessità), per tutte le altre parti della casa marito e moglie rispettano il metro di sicurezza per il contagio, anche due o tre all’occorrenza, e la cosa viene loro molto facile. Inizialmente la via scelta è l’indifferenza, che poi è un rancore mascherato: io sto nella mia stanza, tu nella tua, ci limitiamo alle informazioni di servizio, delimitiamo gli spazi. Talvolta si sceglie la via della battuta rapida velenosa, del sarcasmo acido condito da improvvise pause. Si accennano scoppi di lite, anticipati da sbuffate e parolacce tra i denti, ma ci sono i figli che scorazzano per casa… siamo ancora persone civili, forse. Oppure lei vorrebbe abbandonare la sua aria di superiorità sdegnata, con la quale ha condito i giorni dell’amara scoperta, per trasformarsi in una adolescente gelosa e rabbiosa, provando a sbirciare il cellulare del consorte, magari mentre è sotto la doccia. C’è anche una via inesplorata, ritenuta improbabile, ma che appare nel turbinio di pensieri, come un piccolo sentiero che si intravede nascosto tra i cespugli: forse si potrebbe pensare a dialogare, obbligati a questa strana quarantena potrebbero tentare di tornare alle motivazioni che avevano fatto nascere il loro amore, riavvolgere il nastro della propria storia e comprendere insieme gli errori e ricominciare. Si potrebbe….
“Lavatevi le mani!!! Non vi faccio sedere a tavola! Maurizio anche tu, è pronto!”, la voce di mia moglie passa pure a porte chiuse, come Cristo Risorto.
“Un attimo, qualche riga e chiudo!”. Ora, che stavo dicendo? Ero in preda ad un botta di romanticismo, immerso in una indagine psicologica del sentimento amoroso ferito, un affetto pronto a rinascere o forse no, ad evolversi in altro o a tramontare definitivamente, e invece tutta la trama è svanita, come evaporata, come finirà questa tormentata storia, storia minima ma forse universale?
“Maurizioooo!!!”, dilagano le onde sonore emesse da mia moglie, “quando mi servi non ci sei mai!”
“Daniela, anche io ti amo”.

Maurizio Colucci     


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