I
lieti giorni del Corona (7)
Diario
semiserio
Riflettevo
con mia moglie: e tutti quelli che hanno amanti, doppia vita, flirt extra
coniugali, come fanno in questi giorni?
Lui
ha quasi sessant’anni ma una passione per una ragazza che ne ha quasi trenta.
La ragazza fa la commessa in un negozio di abbigliamento, quindi per ora sta a
casa perché l’attività è ferma. Abita lontano, almeno cinque chilometri dall’abitazione
di lui. Inoltre, lui è sposato, la moglie è sulla cinquantina, ha deciso di
lasciarlo, perché sa tutto, ma è possibile la separazione legale al tempo del
coronavirus? E poi “state a casa” e si sa, proprio la casa è uno dei primi
problemi della separazione: “vattene da casa”, “ ti butto fuori casa”, “me ne
torno a casa da mia madre”, “tornatene a casa da tua madre”, insomma la casa è
sempre in mezzo. Allora sopporta, in fondo pure lei ha i suoi scheletri
nell’armadio, niente di fisso, lavora in banca, ed ha accettato qualche
corteggiamento di troppo, qualche bacio sfiorato ed altro…
Torniamo
a lui però, perché è molto preso dalla ragazza giovane. Come raggiungerla? Il
cane potrebbe essere un’idea. “E se mi beccano i carabinieri, cinque chilometri
da casa mia, cosa gli dico? Scusate ho il guinzaglio troppo lungo? Il cane ha
annusato le proprie tracce ed è arrivato fino a qui? E soprattutto… come lo
compro un cane adesso in questi giorni?”. Ha fatto innamorare la ragazza con il
suo fare da simil intellettuale, dipinge quadri, a suo avviso è un genio
incompreso, nemmeno fosse Renato Guttuso, mentre tutti gli artisti attuali di
successo sono gente di poco valore venduti al mercato. Il suo impiego sarebbe
quello di imbianchino per delle ditte di edilizia, dico sarebbe perché non
riesce a tenersi uno straccio di lavoro, ovviamente sempre per colpa degli
altri. Perché lui è un artista e vuole guadagnare dipingendo. In poche parole è
un specie di fannullone che non ha fatto i conti con lo svanire delle illusioni
giovanili. Adesso si trova costretto in casa, con sua moglie che praticamente
lo odia, e i suoi due figli, il maschio di 14 anni che ha capito tutto e fa
finta di non capire, e la femminuccia di 9 anni, che vive felice ignara di
tutto. Dovranno trovare un modo per convivere. Fatta eccezione per il letto matrimoniale
(questione di necessità), per tutte le altre parti della casa marito e moglie
rispettano il metro di sicurezza per il contagio, anche due o tre
all’occorrenza, e la cosa viene loro molto facile. Inizialmente la via scelta è
l’indifferenza, che poi è un rancore mascherato: io sto nella mia stanza, tu
nella tua, ci limitiamo alle informazioni di servizio, delimitiamo gli spazi.
Talvolta si sceglie la via della battuta rapida velenosa, del sarcasmo acido
condito da improvvise pause. Si accennano scoppi di lite, anticipati da
sbuffate e parolacce tra i denti, ma ci sono i figli che scorazzano per casa…
siamo ancora persone civili, forse. Oppure lei vorrebbe abbandonare la sua aria
di superiorità sdegnata, con la quale ha condito i giorni dell’amara scoperta, per
trasformarsi in una adolescente gelosa e rabbiosa, provando a sbirciare il
cellulare del consorte, magari mentre è sotto la doccia. C’è anche una via
inesplorata, ritenuta improbabile, ma che appare nel turbinio di pensieri, come
un piccolo sentiero che si intravede nascosto tra i cespugli: forse si potrebbe
pensare a dialogare, obbligati a questa strana quarantena potrebbero tentare di
tornare alle motivazioni che avevano fatto nascere il loro amore, riavvolgere
il nastro della propria storia e comprendere insieme gli errori e ricominciare.
Si potrebbe….
“Lavatevi
le mani!!! Non vi faccio sedere a tavola! Maurizio anche tu, è pronto!”, la
voce di mia moglie passa pure a porte chiuse, come Cristo Risorto.
“Un
attimo, qualche riga e chiudo!”. Ora, che stavo dicendo? Ero in preda ad un
botta di romanticismo, immerso in una indagine psicologica del sentimento
amoroso ferito, un affetto pronto a rinascere o forse no, ad evolversi in altro
o a tramontare definitivamente, e invece tutta la trama è svanita, come
evaporata, come finirà questa tormentata storia, storia minima ma forse
universale?
“Maurizioooo!!!”,
dilagano le onde sonore emesse da mia moglie, “quando mi servi non ci sei mai!”
“Daniela,
anche io ti amo”.
Maurizio
Colucci
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