Nota introduttiva: se avete seguito anni fa il resoconto intitolato “I lieti giorni del Corona” e vi è sembrato drammatico, non avete idea di cosa vi aspetti con “I Diari della spesa”. Tutto molto più terribile, più stressante, più disarmante… Andare a fare la spesa con mia moglie!
I primi problemi nascono ancora prima di entrare al supermercato, quando arrivi nello spiazzo e devi parcheggiare. Il parcheggio è già una questione vitale.
“Quello sta uscendo!”.
“Ma quello chi?”, le rispondo.
“Quello là… lì… no, forse è entrato adesso. Allora là”, mi incalza la mia dolce metà.
“Ma là dove?”.
“Là, là”, grida lei, “guarda, te l’hanno fregato, al solito!”.
“Magari usi anche una terminologia specifica, tipo a destra, a sinistra, al posto di avverbi di luogo generici”.
“Senti, non fare il professore d’italiano con me, sai che mi dà fastidio. E poi a scuola io ero brava in italiano, forse più di te!”.
“Cosa c’entra il professore?!? Non ho messo mai in dubbio la tua preparazione scolastica (meglio mettere in chiaro subito, sono in zona rossa, in un campo minato, appeso a un filo, sull’orlo del baratro, insomma avete capito, perché ho finito le metafore). Amò… basta indicare in maniera più precisa, tutto qui”.
“Allora mettila accanto a quella panda, è perfetta”.
“Perfetta eventualmente riducendo la macchina di diversi centimetri; non c’entriamo, cerco ancora”.
“Era buona là, c’entrava di sicuro, potevi provare. Resteremo qui, tutti trovano posto e noi no, perché lui si fa duemila problemi. Là è stretta, lì è angolare, lì non possono fare manovra”.
“Inizia a scendere”, le dico dolcemente nei limiti consentiti dalla situazione e dal mio stato mentale. “Prendi qua la monetina per il carrello, ti raggiungo, non preoccuparti, prima o poi troverò il posto”.
Sbuffa, scende rapida ma senza borbottare, io alzo il volume della radio, c’è Baglioni che canta un vecchio successo, “Io me ne andrei”. Penso che abbia ragione.
Però, proprio dopo aver raggiunto quello stato cerebrale tra alienazione e fuga, scorgo due anziani, lenti, con il carrello straripante, che hanno aperto il baule della loro BMW stranuova, super accessoriata. Rifletto sul fatto che in Italia solo i pensionati, alcuni pensionati, possono permettersi un’auto di quel tipo, così costosa. Ho tutto il tempo di perdermi nelle mie valutazioni politiche e sociali sullo stato dell’economia nella nostra Nazione, sulle responsabilità delle istituzioni, sulla crisi della classe media, tanto loro ancora hanno solo sistemato la prima cassa d’acqua. La mia mente adesso riesce anche a raffrontare il rapporto tra aumento dei salari e tasso d’inflazione nei paesi dell’area Euro, perché i signori sono ancora alla sistemazione accurata della busta con il mangiare del cane (hanno pure un cane!) e del gatto, e poi un’intera confezione di bottiglie di salsa, qualche busta si rompe, qualche altra cade a terra, ne tirano fuori una per sistemarne un’altra, il baule deve essere ormai pieno, usano anche i sedili posteriori, il carrello sembra svuotarsi, discutono, è successo qualcosa, lei gli parla in maniera sostenuta. Il signore anziano va adesso a posare il carrello per incastrarlo con gli altri e recuperare la monetina. Torna, mette in moto, mette la marcia indietro, vedo oltre i finestrini lei che gli parla, agitata, scuotendo le mani, finalmente l’auto ha liberato il parcheggio, posso prenderne il posto. Procedo e con la coda dell’occhio riesco ancora a vederli. Adesso lei sembra paonazza, arrabbiata, gesticola forte… io posteggio e con lo spirito provo a inoltrare la mia profonda solidarietà a quel povero uomo anziano anonimo, incrociato per un attimo davanti al supermercato. Ti raggiunga il mio caloroso abbraccio, fratello nella battaglia!
(1-Continua)
Maurizio Colucci
Fantastico.
RispondiEliminaBellissimo!!😂 complimenti!!
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